Esteri

Parlamento Europeo all’Algeria: “Rispettare i diritti umani”

Il Parlamento Europeo ha espresso la propria preoccupazione per la situazione in Algeria e invitato la nazione al rispetto degli accordi internazionali sanciti. La libertà d’espressione e quella religiosa sono, infatti, pesantemente e illegalmente vessate.

Cresce la preoccupazione per la repressione delle libertà fondamentali e dei diritti umani in Algeria: il Parlamento Europeo, con documento del 28 novembre, ha denunciato la pesante situazione intimidatoria vissuta dai difensori dei diritti umani e le forti violazioni alla libertà religiosa subite da cristiani, ahmadi e da diverse minoranze.

Procedendo con dettagliata rassegna di casi concreti, i deputati hanno chiesto alle autorità algerine di porre fine ad ogni atto intimidatorio, «comprese le vessazioni giudiziarie e legislative, la criminalizzazione, gli arresti arbitrari e la detenzione, nei confronti di manifestanti pacifici, difensori dei diritti umani, giornalisti critici e blogger» e di adottare misure che ne garantiscano la protezione fisica e psicologica e la libertà di proseguire in sicurezza le loro attività legittime e pacifiche.

È stato, inoltre, chiesto anche di «garantire e tutelare il diritto alla libertà di espressione, associazione, riunione pacifica e dei media, garantita dalla Costituzione algerina e dall’ICCPR, che l’Algeria ha firmato e ratificato».

Nomi alla mano, è stato sollecitato il rilascio immediato e senza condizioni di un nutrito gruppo di prigionieri incriminati per aver esercitato il diritto alla libertà di espressione, «difensori dei diritti umani e giornalisti detenuti in modo arbitrario, sebbene le attività da loro svolte fossero consentite a norma del diritto algerino e in linea con gli strumenti internazionali in materia di diritti umani ratificati dall’Algeria».

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Condannato l’uso eccessivo della forza al fine di disperdere le manifestazioni pubbliche con tanto di invito alle autorità del luogo affinché conducano  un’indagine indipendente su tutti i casi di uso eccessivo della forza da parte delle forze di sicurezza e assicurino i responsabili alla giustizia, sottolineando che una magistratura indipendente è uno degli elementi basilari per il funzionamento di una democrazia e invitando quindi le autorità algerine a incoraggiare e garantire l’indipendenza del potere giudiziario.

Il documento chiede al governo algerino anche di metter fine alle violazioni della libertà di culto dei cristiani, degli ahmadi e di altre minoranze religiose: l’ordinanza n. 06-03 garantisce il libero esercizio del culto, pertanto si chiede di riaprire gli edifici ecclesiastici interessati.

Da gennaio 2018, infatti, sono diverse le chiese a cui è stata imposta la chiusura, la maggior parte delle quali facenti capo alla Chiesa protestante dell’Algeria (EPA), organizzazione centrale di chiese protestanti legalmente riconosciute.

L’alto rappresentante dell’Unione europea (UE) per gli affari esteri e la politica di sicurezza e il vicepresidente della Commissione europea, Federica Mogherini, hanno ricordato i precedenti impegni dell’Algeria, la quale si è impegnata a rispettare determinati principi citati nella sua costituzione nonché negli accordi internazionali ratificati: «Questi principi includono tutte le libertà fondamentali, come le libertà politiche, la libertà di espressione, il diritto di riunirsi liberamente, il diritto alla libertà di stampa e le libertà contenute nella Dichiarazione universale dei diritti umani».

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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