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Pakistan, chiesa assalita e profanata da un gruppo musulmano

All'origine del gesto, probabilmente la disputa per un terreno. I cristiani chiedono protezione al governo nazionale.

Otto uomini, armati di fucile, hanno fatto irruzione nella chiesa della Trinità a Hukampura, in Pakistan. Slogan anticristiani e profanazione degli oggetti sacri sembrerebbero essere il frutto di una faida legata ad un piccolo appezzamento di terra, recentemente acquistato dalla comunità.

Il fatto è accaduto a qualche decina di chilometri da Lahore. Gli uomini, musulmani, hanno assalito l’edificio, vuoto per via delle restrizioni contro il Coronavirus, e ne hanno danneggiato alcuni muri, oltre agli arredi sacri. Simbolo del disprezzo, una croce spezzata.

Le ragioni del gesto

Il pastore Hadayat ha riferito all’agenzia di stampa AsiaNews quelle che parrebbero essere le ragioni dell’attacco. La chiesa è stata costruita 22 anni fa, ma l’anno scorso ha acquistato un adiacente appezzamento di terra di circa 101 metri quadrati al fine di ingrandirsi.

Il terreno era inutilizzato e la trattativa si è svolta regolarmente con tanto di contratto, ma adesso gli ex proprietari sembrerebbero essersi pentiti della svendita, reclamando quanto loro apparteneva.

Ecco che, quindi, gli amministratori delle proprietà, Awan Abbas e Ali Shan, avrebbero spinto i vandali all’attacco.

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Pakistan

Protezione per i cristiani

La comunità pentecostale, che conta circa una sessantina di famiglie, avverte la profonda ferita: «Non è stata spezzata solo la croce, anche il nostro cuore è stato schiacciato».

Denunciati per blasfemia gli assalitori, i cristiani chiedono maggiore protezione e giustizia al governo pakistano e hanno organizzato diverse proteste.

«La croce che è stata dissacrata ha importanza e valore grandi sia nel Cristianesimo che nell’Islam – ha dichiarato Tariq Masih Gill, membro dell’Assemblea provinciale del Punjab -. I colpevoli non hanno solo disonorato la nostra fede, ma anche la nostra bandiera nazionale, che rappresenta anche le minoranze».

In visita al luogo anche Ijaz Augustine, ministro provinciale per i diritti umani e le minoranze, che ha chiesto alla polizia di agire prontamente contro i colpevoli, mettendo da parte favoritismi e discriminazioni. Ad oggi, però, questi sembrano spariti nel nulla, probabilmente hanno già lasciato la città.

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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