Bioetica

Paesi Bassi, sì all’eutanasia per i malati terminali minori di 12 anni

La pratica, legale fin dal 2002, non era applicabile per la fascia 1-12 anni

L’Olanda ha esteso il suicidio assistito anche ai malati terminali minori di 12 anni. La pratica dell’eutanasia, legale nei Paesi Bassi dal 2002, non era infatti per il momento applicabile ai bambini di età compresa tra 1 e 12 anni. 

Paesi Bassi, approvata eutanasia per minori di 12 anni

La legge ha scatenato enormi polemiche e la ferrea opposizione dei conservatori cristiani. Dopo l’approvazione il ministro della Salute Hugo de Jonge ha sottolineato l’esigenza di metter fine alle sofferenze di bambini impossibili da salvare.  Secondo il ministro, saranno in media ogni anno una decina i bambini che si avvarranno della pratica. Le nuove regole saranno in vigore entro qualche mese.  

Ma qual era lo stato delle cose nei Paesi Bassi? Legalizzata l’eutanasia nel 2002, dal 2004 era possibile metter fine alla vita di neonati «affetti da malattie gravi» d’età compresa tra 0 e i 12 mesi. A stabilirlo il Protocollo di Groningen, elaborato dal professor Eduard Verhaegen. La medesima opportunità era offerta anche alla fascia tra i 12 e i 16 anni, previo consenso  proprio e dei genitori. 

Una ricerca condotta dall’ospedale pediatrico Beatrix dell’Umcg di Groningen, dall’Erasmus Mc e dall’Umc di Amsterdam per conto del ministero della Sanità, aveva però appurato che per 32 medici (su un totale di 38) che avevano avuto a che fare negli ultimi cinque anni con bambini gravemente malati, l’eutanasia sarebbe stata l’opzione migliore in 46 casi su 359.

Nel 2014 il documento “Decisioni mediche sulle vite dei neonati con gravi malformazioni” della Royal Dutch Medical Association ha posto fra i motivi validi ad autorizzare l’eutanasia su un bambino anche la sofferenza dei genitori. Nello stesso anno l’Associazione dei pediatri olandesi ha invitato il governo a seguire l’esempio del Belgio, che, approvata l’eutanasia solo alcuni mesi dopo i Paesi Bassi, nel 2014 è stato il primo Paese ad allargarla anche ai bambini in fase terminale. 

Adesso la norma è approdata anche in Olanda.  “Per identificare i bambini che possono accedere al “diritto di morire” per decisione dei medici e con l’approvazione di mamma e papà vanno soddisfatte alcune condizioni: nessuna prospettiva di guarigione o di cura efficace, sofferenza intollerabile, malattia terminale – scrive Avvenire -. Tutti concetti generici e soggetti a interpretazione, con una parte dei medici che hanno spinto per un intervento normativo allo scopo di ottenere tutela giuridica rispetto ad azioni legali per aver accelerato la morte di piccoli pazienti sospendendo le terapie e la nutrizione assistita».

Un business redditizio

La direzione intrapresa dai Paesi Bassi ormai include l’eutanasia tra i servizi di base, coperta dal premio mensile versato da ogni cittadino alla propria assicurazione. Come ricorda Tempi,  si tratta di un business redditizio: ogni iniezione letale praticata da un medico della Levenseindekliniek è pagata dalle compagnie assicurative alla clinica per circa 3 mila euro.

“Il numero annuale di casi di eutanasia supererà i 12.500, più dell’8 per cento di tutti i decessi annuali, nel 2028 – è la stima degli esperti di eutanasia ricordata dal cardinale Willem Eijk -. Storicamente e culturalmente parlando, abbiamo osservato un pendio scivoloso, i criteri per la cessazione della vita sono stati sempre più estesi nei Paesi Bassi a partire dagli anni Settanta». Infine, ha aggiunto: «Il rispetto per il valore essenziale della vita di un essere umano è stato eroso sempre di più nell’ultimo mezzo secolo: era inevitabile».

Tag

Articoli correlati

Rispondi

Back to top button
Close