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Orrore in Uganda: stregoni sacrificano bambini

Kyampisi Childcare Ministries lotta da anni per mettere fine alla prassi dei sacrifici di infanti in Uganda.

Sacrifici di bambini per soddisfare le richieste della stregoneria. Accade in Uganda e probabilmente anche in Kenya e Tanzania. A parlarne il Pastore Peter Sewakiryanga, fondatore di Kyampisi Childcare Ministries, organizzazione che lotta da anni senza risparmio per mettere fine a questa orrenda carneficina.

«I sacrifici dei bambini sono reali. Non è un mito – ha dichiarato il Pastore  in un intervista ad ABCMedia – . È una realtà e sta accadendo su larga scala in Uganda». Con la promessa di ricchezze, protezione o benedizione, le famiglie vengono letteralmente manipolate dagli stregoni. Si inizia con polli e capre, ma quando le situazioni non cambiano si arriva alla terribile richiesta: il sangue di un bambino, molto più potente di quello di semplici animali. I genitori, ormai accecati, arrivano dunque ad immolare i propri figli o a sborsare somme di denaro per rapire innocenti allo scopo.

Sewakiryanga racconta l’agghiacciante vicenda di un bimbo di 6 anni consegnato nelle mani di un mago che lo ha decapitato o quella di una madre che ha offerto alla morte la propria piccola di un anno.

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«Che livello di ingiustizia e dolore pensare che madri o padri possano fare questo al proprio figlio. Ecco perché piangiamo e diciamo che è urgente risolverlo immediatamente». Il team di Kyampisi Childcare Ministries non di rado è riuscito a strappare questi bambini da un destino che sembrava già segnato e a mandarli in Australia per ricevere le dovute cure. A volte è lo stesso team a prendersene cura e a tenerli sotto protezione finché necessario. Purtroppo, però, i bimbi morti sono di gran lunga di più dei sopravvissuti.

La squadra di Peter è supportata da Droplets in Streams, organizzazione che sostiene i leader locali, i bambini e i progetti di supporto in diverse zone africane al fine di agire in maniera efficace sul territorio. Spesso, infatti, le forze dell’ordine locali hanno bisogno di sostegno economico per poter agire, come spiega il direttore Callanan: «Il nostro obiettivo è rendere giustizia, aiutare Peter a rendere giustizia, pubblicizzare questo fatto e esercitare pressioni internazionali sul governo ugandese. La polizia è volontaria, ma semplicemente non ha i fondi. Abbiamo dovuto letteralmente pagare gli stipendi della polizia, noleggiare un’auto per loro, fare rifornimento, pagare gli ordini del tribunale. È così strano che è difficile da capire. Chiami la polizia per indagare su un crimine e dicono che non hanno benzina».

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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