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Omosessualità e sessualità: come stanno davvero le cose

(di Silvana De Mari) Le persone a comportamento omoerotico sono ammazzate in Arabia, in Iran e a Gaza, e questo è orrendo, anche se fortunatamente i numeri della persecuzione sono contabili in unità e non in migliaia come per i cristiani perseguitati.

Il fatto che esistano persecuzioni, non pone il comportamento omoerotico al di sopra della verità. Ognuno deve poter vivere come vuole, ma nessuno può essere al di sopra della verità, con leggi specifiche che puniscono chi la verità osa dirgliela. Nessuno è al di sopra della libertà di parola degli altri. La verità scientifica sul comportamento omoerotico è che non è geneticamente determinato. Non fa parte della struttura dell’individuo, e quindi ne consegue che è un comportamento che può essere disatteso e modificato.

È stato l’italiano Andrea Ganna a guidare lo studio di Harvard e Mit pubblicato su Scienze, autorevole rivista scientifica, uno studio sulla cosiddetta omosessualità. Lo studio dovrebbe essere la risposta definitiva alla domanda se si tratti di una caratteristica genetica o meno, e conferma le ipotesi di Joseph Nicolosi e Richard Cohen: non si tratta di una caratteristica genetica, non si esclude una predisposizione mediata però da molti geni, ma è comunque il risultato di ambiente e cultura. La teoria Born This Way muore qui.

Ora lo studio di Scienze pone un punto fermo, Nulla di naturale. Nulla di irreversibile. Non un destino, ma uno stile di vita che diventa talmente abitudinario da creare dipendenza. Ed è uno stile di vita biologicamente perdente, in quanto biologicamente sterile e in quanto gravato da un aumento statisticamente importante di malattie fisiche e psichiche, un comportamento quindi su cui è doveroso dichiarare la verità che è quella che rende liberi, che dà la potenza del cambiamento.

L’anatomia, come sono fatti gli organi e le cellule che li costituiscono, e la fisiologia, come funzionano gli organi e le cellule che li costituiscono, sono conoscenze irrinunciabili per comprendere l’essere umano, e la loro conoscenza deve precedere la psicologia e l’antropologia, che altrimenti sono fondate su nulla. La sessualità è una delle maniere della natura per creare la generazione successiva, cioè la vita, mediante l’incontro di gamete maschile e gamete femminile, negli organismi cosiddetti sessuali. Le amebe non sono sessuate, noi lo siamo. Se questo incontro non c’è, non c’è sessualità. Maschio e femmina sono diversi e complementari, e restano complementari: anche quando non generano la vita la completano. Non tutte le volte che un uomo e una donna si incontrano, generano una vita, ma ne hanno la potenzialità.

La sessualità include essere genitori dello stesso bambino, riconoscere nei lineamenti di nostro figlio quelli dell’altro genitore, la sessualità è epica sono due patrimoni genetici che si incontrano, due linee di discendenza che si fondono. Un uomo e una donna si incontrano, nel piacere dell’orgasmo generano una vita che li proietta nell’eternità. O almeno sono due diversi che incontrandosi fanno una completezza.

La sessualità si fa con gli organi sessuali, detti anche riproduttivi, perché servono per la riproduzione. Dato che madre natura non è stupida, ha messo negli organi sessuali, e solo negli organi sessuali, un piacere intenso, straordinario, l’orgasmo, ha messo nel cervello delle persone l’attrazione per le persone dell’altro sesso, perché se così non avesse fatto, la nostra vita si sarebbe estinta. L’orgasmo si può avere solo negli organi sessuali. L’orgasmo non esiste nella prostata e meno che mai nel tubo digerente, che dovrebbe servire solo per digerire, perché ha un carattere astioso e poco comunicativo, e se usato a scopo ricreativo si irrita.

Quello che è scambiato per orgasmo, convertito in una sensazione ritenuta orgasmica al livello cerebrale, è una nocicezione con conseguente picco di endorfine. C’è altro. Un maschio che abbia rapporti con altri maschi nella condizione cosiddetta bottom moltiplica il suo rischio di contrarre malattie sessualmente  per un numero di volte che oscilla da 20 a 140 secondo le varie statistiche (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21857351), moltiplica di 17 volte il rischio di contrarre il cancro dell’ano, (https://www.cdc.gov/msmhealth/STD.htm).  Le persone cosiddette omosessuali triplicano il rischio di malattie psichiatriche (https://www.nami.org/Find-Support/LGBTQ), hanno tassi più alti di consumo di sostanze. (https://www.americanprogress.org/issues/lgbt/reports/2012/03/09/11228/why-the-gay-and-transgender-population-experiences-higher-rates-of-substance-use/) Le donne che vivono lo stile di vita lesbico hanno un più  alto tasso di cancro della mammella, dei tumori di genitali esterni, di alcolismo, consumo di sostanze, fumo, obesità, malattie cardiache, come serenamente riconosciuto sugli stessi siti gay  http://www.psychiatryonline.it/node/4619.  Dopo i grandi Pride interinazionali aumentano i casi di epatite A.

La propaganda LG BT afferma che i maggiori tassi di problemi psichiatrici e consumo di sostanze sono dovuti alla cosiddetta omofobia, ma i cristiani dove i cristiani sono perseguitati, anche fino alla morte, gli ebrei dove gli ebrei sono perseguitati anche fino alla morte, non hanno mai dimostrato un maggior tasso di malattie psichiatriche o consumo di sostanze.

Finalmente lo studio conferma quello che abbiamo sempre affermato: nella cosiddetta omosessualità non c’è nessuna determinazione genetica, forse una vaga e in certa predisposizione, dovuta a migliaia di varianti genetiche. Tutto il resto nasce nel cervello.  Tutto il resto è influenza di ambiente, cultura e potentissima autosuggestione, meccanismo nel cervello umano potentissimo. Tutto il resto quindi è una formidabile abitudine mentale, e le abitudini mentali si possono cambiare. Come raccontano i bellissimi libri di Luca di Tolve, Nausica della Valle, Joseph Sciambra, Richard Cohen, come dimostra l’esercito di ex gay, cambiare si può e chi cambia è infinitamente più sano e più felice.

È per questo ci arroghiamo il diritto di volere che le persone vivano come vogliono, ma anche il diritto che chi le ama, noi, ami loro e possa criticare i comportamenti non fisiologici. La fisiologia è una scienza senza senso dell’umorismo. Madre natura è un’arcigna megera, e quando le sue regole sono violate, non lo perdona.

Chi ama veramente una persona le dice: io ti amo tanto, ma non amo quello che fai, se ti fa male. Io ti amo tanto, e proprio per questo mi spezza il cuore vederti seguire un comportamento distruttivo. Per quale motivo un buon padre e una buona madre dovrebbero restare impassibili o approvanti davanti a un figlio o a una figlia che spiega di avere uno stile di vita che moltiplica il suo rischio di malattia sia fisica sia psicologica? Si tratta di uno stile di vita, non di un destino genetico. Si può modificare io. Io ti amo vuol dire: voglio il meglio per te. Non vuol dire approvo tute le tue scelte, anche quelle che non sono il tuo bene.

La cosiddetta omosessualità non è fisiologica, non è congenita, è reversibile. Molti la criticano per disprezzo, come negarlo, un disprezzo squallido e ignobile, ma molti, e sono tra questi, la criticano solamente per amore. Non tollero di guardare tacendo persone che mettono a rischio la loro salute. Come dice il mio carissimo amico ex gay Joseph Sciambra, tutti amano fare i liberal, ma sono i gay che continua a morire. I tassi di suicidio sono più alti, la vita media più corta. Gli antiretrovirali che bloccano l’AIDS nel terzo mondo non esistono. E soprattutto le persone sono infinitamente più felici quando vivono in accordo con la propria fisiologia. Permettete a noi che vi amiamo di dirvelo. Noi vi amiamo moltissimo, e dato che vi amiamo, vogliamo il meglio per voi. È il meglio per voi è vivere la vostra sessualità come la natura l’ha creata. Che gli uomini amano le donne e le donne gli uomini.

Ed entrambi amano i bimbi che il loro amore ha generato. Questa è la fisiologia.  Cioè la natura. E quindi, se siete credenti, è la volontà di Dio.

Silvana De Mari

Leggi anche: Libertà dall’LGBT, la Freedom March dei Millenari in Florida.

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