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Norvegia, cristiano aggredito da musulmani: “O ti converti all’Islam o muori”

«O ti converti all’Islam o muori»: un cristiano racconta l’aggressione subìta per le vie della Norvegia.

Roar Flottum ha raccontato di essere stato attaccato per strada da quattro uomini musulmani a Trondheim, in Norvegia lo scorso 27 novembre. Successivamente è stato tenuto in ostaggio dove ha subìto lesioni e minacce di morte se non si fosse convertito all’Islam.

L’uomo era solito evangelizzare e pregare per le persone sul suo cammino e, quel giorno, uscito dalla chiesa, si è imbattuto in quei malintenzionati che hanno approfittato della sua buona fede con l’inganno.

Roar Flottum è stato avvicinato da quattro uomini musulmani che hanno richiesto una preghiera per il loro mal di schiena. L’uomo gentilmente si è offerto di pregare e i quattro, affermando di star meglio, lo hanno invitato a pregare per degli amici feriti portandolo nella casa dove avrebbe subìto la violenza.

Roar Flottum

«Mi sono fidato di loro. Mi hanno portato in un cortile. Erano molto gentili e non potevo credere che mi stessero ingannando». Queste le parole del malcapitato che, dopo essere stato spinto giù per le scale, è stato preso a calci in faccia. E ha aggiunto: « Mentre mi stavano sorvegliando in una cantina, mi hanno minacciato e hanno detto che mi avrebbero ucciso se non mi fossi convertito all’Islam. Volevano che dicessi qualche parola in arabo. Avevo paura e pensavo davvero che mi avrebbero ucciso perché erano in possesso di un coltello e non volevano testimoni» .

Tenuto in ostaggio con violenza dai suoi aggressori per un’ora, Roar è stato successivamente rilasciato. Nonostante le loro minacce, si è recato immediatamente alla stazione di polizia. È ora in corso un’indagine e la polizia sta analizzando le telecamere di videosorveglianza per trovare i colpevoli.

Roar, dal canto suo, ha affermato che non intende fermarsi e continuerà la sua missione, ovvero quella di portare il messaggio dell’amore di Dio.

L’assalto ai cristiani, solitamente visto da lontano, avviene nella vicina Norvegia, in quell’Europa che si trova a fronteggiare spesso attacchi terroristici isolati, come quello accaduto di recente a Londra. Il caso di Trondheim insegna che il male non è mai troppo distante, piuttosto si avvicina rapidamente e pare sia troppo sottovalutato.

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