“Non sono proprietaria di una cervice ma una donna”: scoppia il caso nel Regno Unito

di Gabriele Giovanni Vernengo

Lynsey McCarthy-Calvert, tecnico del parto nel Regno Unito, si è dimessa dall’associazione nazionale dei tecnici del parto, dopo essere stata «ostracizzata» per un suo post su Facebook che ha suscitato parecchie critiche.

Come riporta il quotidiano The Daily Mail, da un’indagine di quattro mesi condotta da Doula UK si è scoperto che Lynsey McCarthy-Calvert, attraverso alcuni commenti sui social media, avrebbe violato le linee guida sulla parità e la diversità.

Dopo le indagini, il consiglio di amministrazione di Doula UK ha dichiarato che McCarthy-Calvert ha violato le politiche dell’associazione.

«Sono arrabbiata e triste», ha recentemente dichiarato al giornale la 45enne. «Sono stata ostracizzata per aver detto che sono una donna e lo sono anche i miei clienti».

I problemi per la McCarthy-Calvert sono iniziati quando ha commentato su Facebook un cambiamento che Cancer Research UK ha apportato l’anno scorso alle sue pubblicità incoraggiando le donne a sottoporsi a pap test di routine.

La campagna pubblicitaria ha abolito la parola «donne» e ha definito l’esame ginecologico «rilevante per tutti i soggetti con cervice, di età compresa tra i 25 e i 64 anni».

Come riporta sempre il Daily Mail Online, McCarthy-Calvert, dopo aver visto la pubblicità, ha pubblicato su Facebook una foto di una donna che indossa una vestaglia che fa capriole sott’acqua. Incluso nella foto c’era il commento: «Non sono un proprietaria di cervice… Sono una donna: una femmina umana adulta».

«Le donne costituiscono metà della popolazione ma occupano meno di un terzo dei seggi nella Camera dei Comuni», ha inoltre aggiunto McCarthy-Calvert.

La donna, inoltre, sostiene che le donne siano accusate di transfobia più degli uomini, «accusati di bigottismo e transfobia quando dicono che non vogliono avere rapporti con una donna con un pene».

Il post del tecnico del parto è stato aspramente criticato da attivisti e simpatizzanti transgender. Nei giorni seguenti, un gruppo di una ventina di attivisti transgender ha scritto una lettera accusando McCarthy-Calvert di violare la politica di Doula UK che stabilisce che i membri non dovrebbero pubblicare nulla di offensivo.

Doula UK sostiene di non aver espulso McCarthy-Calvert dall’associazione ma The Daily Mail riferisce che l’organizzazione ha minacciato di sospendere la donna a meno che non avesse eliminato il post di Facebook.

Sebbene McCarthy-Calvert abbia cancellato il post di Facebook, ha anche rassegnato le dimissioni dall’associazione, accusando l’ente no profit di aver ceduto alle richieste degli attivisti LGBT e di non difendere i diritti delle donne.

«Sono molto delusa dalla risposta di Doula UK – ha dichiarato McCarthy-Calvert nel corso di un’ intervista – la leadership è paralizzata dal non voler turbare gli attivisti per i diritti transgender».

Durante un’intervista al Daily Mail, Doula UK ha negato di aver accontentato gli attivisti trans e cacciato McCarthy-Calvert.

«Siamo orgogliosi di dire che cerchiamo di ascoltare l’esperienza vissuta di gruppi emarginati e di apportare le modifiche, comprese quelle al linguaggio che utilizziamo, se riteniamo che sia necessario rendere la comunità di Doula nel Regno Unito più accogliente e di supporto», si legge così nel rapporto del Daily Mail su McCarthy-Calvert che sancisce un’altra vittoria legale per gli attivisti transgender nel Regno Unito.

All’inizio dello scorso ottobre, un tribunale del Regno Unito ha decretato l’espulsione di un medico cristiano dal suo lavoro per essersi rifiutato di usare i nomi preferiti delle persone e i pronomi transgender.

Il tribunale ha stabilito che la credenza biblica in Dio che crea l’uomo come maschio e femmina come stabilito nella Genesi  è «incompatibile con la dignità umana».

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