‘Non si vince senza gay in squadra’, la calciatrice fa discutere

di VoceControCorrente

E’ uno degli astri nascenti del calcio femminile.

È a seguito della vittoria contro la Francia, che Megan Rapinoe, stella della nazionale americana di calcio, nota per il suo impegno a favore dei  diritti LGBTQI, ha rilasciato una nuova e chiara dichiarazione di orgoglio omosessuale: “Non si può vincere una competizione come questa senza gay in squadra, non è mai successo prima. È scienza. Sono motivata dalle persone a cui piaccio e che combattono le mie stesse battaglie. Mi danno molta più energia che provare a dimostrare agli altri che si sbagliano. Per me essere gay durante i Mondiali e il mese del Pride è fantastico”.

Definita “la calciatrice dei diritti civili” dalla rivista Vanity Fair, la Rapinoe, classe 1985, è da anni ai vertici del calcio mondiale. Dopo la parentesi col Lione, dove ha vinto per ben due volte il campionato francese, nel 2013 è tornata in America coi Seattle Reign.

Dichiaratamente omosessuale, ha una relazione con la playmaker della nazionale americana di basket, Sue Bird, ed è nota per la sua lotta contro ogni tipo di discriminazione. Da tempo, ad esempio, non canta l’inno americano, in aperta contrapposizione alle politiche del presidente americano Donald Trump in materia di immigrazione, integrazione e diritti delle minoranze. La scelta ha naturalmente generato scalpore, tra favorevoli e contrari.

L’atleta ha anche promesso che non andrà alla Casa Bianca, qualora la nazionale dovesse essere invitata, in caso di vittoria. La risposta del presidente su Twitter non è tardata: “Megan non dovrebbe mancare di rispetto al nostro Paese, alla Casa Bianca, o alla nostra bandiera, soprattutto dopo tutto quello che abbiamo fatto per lei e la squadra. Sia orgogliosa della bandiera che indossa”.

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