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Nigeria, seminarista ucciso: non smetteva di predicare il Vangelo ai suoi rapitori

Nuovi dettagli sull'esecuzione del 18enne, unico assassinato tra gli ostaggi.

Nuovi particolari si aggiungono alla vicenda di Michael Nnadi, giovane seminarista nigeriano sequestrato l’8 gennaio, insieme ad altri tre allievi del Good Shepherd Major Seminary di Kaduna, e barbaramente ucciso.

Secondo quanto riportato da The Sun, Mustapha Mohammed, sospettato attualmente sotto custodia della polizia, ha raccontato come fin dal primo giorno di prigionia il diciottenne cristiano non gli abbia dato pace, predicando il Vangelo ad oltranza e invitandolo a ravvedersi dalle sue vie malvagie che lo avrebbero condotto alla morte.

Pur sapendo che il sequestratore non fosse della sua stessa fede, Michael Nnadi ha continuato a parlare di Cristo, pagando con la vita il suo coraggio detestato dai carnefici.

Il suo corpo è stato ritrovato senza vita sul ciglio di una strada, unico tra gli ostaggi ad essere stato assassinato.

La banda aveva deciso di invadere la scuola perché, essendo un seminario, avrebbero potuto ricavare una buona somma. Un membro della banda aveva provveduto tutte le informazioni necessarie e per circa cinque giorni aveva attentamente sorvegliato il seminario prima di passare all’azione.

«Questo tipo di rapimenti sta diventando molto comune in Nigeria», ha dichiarato International Christian Concern.

«Ora che il governo nigeriano ha una confessione da uno dei rapitori, si prevede che sarà ritenuto responsabile e che anche tutti coloro che riuscirà a identificare saranno arrestati e messi in prigione.Se il governo nigeriano non riuscirà a far rispettare anche questa legge di base, dimostrerà di non avere alcun potere o controllo sul proprio Paese».

Gina Lo Piparo

LEGGI ANCHE: Nigeria, 17 cristiani uccisi dai fondamentalisti islamici

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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Un commento

  1. Vi ricordo ,che migliaia di musulmani sono vittime dei jihadisti, però a un giornaletto islamofobo come questo,e politicamente orientato dubito interessi,però migliaia di musulmani sono vittime dei jihadisti, non sono solo i cristiani ad essere vittime dei jihadisti……basta vittimismo a senso unico, i musulmani sono le prime vittime dei jihadisti

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