Esteri

Nigeria, rapito un altro sacerdote cristiano

Nuovo rapimento di un sacerdote in Nigeria. «Siamo sicuri che sia vivo e abbiamo subito intrapresi i passi per assicurare che padre Nicholas Oboh sia rilasciato incolume» ha affermato padre Osi Odenore, cancelliere della diocesi di Uromi, in una conferenza stampa nella quale ha denunciato il rapimento di padre Nicholas Oboh, che opera nella stessa diocesi di Uromi, nello Stato di Edo, nel sud-est della Nigeria.

Padre Odenore – secondo quanto riportato dall’agenzia vaticana Fides – afferma che il sacerdote è stato rapito ieri, 14 febbraio, ma non ha specificato in quale zona è avvenuto il sequestro. Padre Odenore ha concluso il suo intervento chiedendo preghiere per la rapida liberazione di padre Oboh.

Come si apprende dall’Ansa, i sequestri a scopo di estorsione sono una piaga che colpisce diverse aree della Nigeria. In concomitanza con il rapimento di padre Oboh, quattro bambini sono stati sequestrati a Umelu, nello Stato di Edo, quando alcuni banditi hanno assalito il villaggio. Dopo aver derubato i residenti, i malviventi sono fuggiti portandosi con loro i quattro bambini.

Nonostante il pagamento di un riscatto solo uno di loro è stato finora rilasciato. Tra le persone rapite ci sono sacerdoti e religiosi o religiose. Gli ultimi in ordine di tempo sono i quattro seminaristi rapiti dal seminario maggiore del Buon Pastore di Kakau, nello Stato di Kaduna, nel nord-ovest della Nigeria, da uomini armati nella notte dell’8 gennaio.

Il più giovane di questi, Michael Nnadi (18 anni), è stato ucciso mentre gli altri tre sono stati liberati. Al suo funerale, mons. Matthew Hassan Kukah, vescovo di Sokoto, ha rivolto un duro atto d’accusa nei confronti del Presidente Muhammadu Buhari, che era stato eletto sulla promessa di ristabilire la sicurezza nel Paese. Mons. Kukah ha contestato non solo l’insicurezza che regna in Nigeria, ma anche le politiche che hanno approfondito le divisioni etniche e religiose tra Nord e Sud.

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