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Negli USA una legge contro l’aborto al primo battito cardiaco

Lo ha annunciato il governatore dello Stato americano del Tennessee Bill Lee.

Il governatore del Tennessee, Bill Lee, ha annunciato che firmerà una legge che protegge i bambini non ancora nati, dall’aborto, una volta che sarà possibile rilevare un battito cardiaco. Così ha twittato: «Una delle cose più importanti che possiamo fare, per essere a favore della famiglia, è proteggere i diritti dei più vulnerabili nel nostro Stato, e non c’è nessuno più vulnerabile dei nascituri».

La House Bill 2263 impedirà, quindi, l’aborto una volta che sarà possibile rilevare un battito cardiaco, di solito intorno alla sesta settimana di gravidanza. Gli aborti dopo tale periodo saranno consentiti solo in caso di emergenza medica.

Sindrome di Down

Prima di procedere con un aborto, i medici devono comunicare alla madre, l’età gestazionale del nascituro, visualizzare immagini ecografiche e riprodurre il battito cardiaco del bambino, se udibile. La legislazione impedisce l’aborto del nascituro per motivi di razza, sesso o sindrome di Down. La legge richiede anche strutture che eseguono più di 50 aborti all’anno, per informare le madri che può essere possibile invertire un aborto chimico, se la seconda pillola non è stata presa. Se le strutture non lo fanno, possono essere multate fino a 10.000 dollari. Il governatore Lee l’ha definita: «La più forte legge a favore della vita nella storia del nostro Stato».

Leggi a favore della vita

Il disegno di legge, segue diversi altri stati degli Stati Uniti, che l’anno scorso hanno approvato leggi che proteggono i bambini non ancora nati, dall’aborto, dopo che è stato rilevato un battito cardiaco. A gennaio, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha rifiutato di bloccare una legge del Kentucky, che impone ai medici, di descrivere le immagini ecografiche, alle madri che cercano di abortire.

I medici che praticano l’aborto si appellavano ad una precedente sentenza a sostegno della legge, che imponeva ai medici di fare da madri al battito cardiaco del loro bambino. Gli avvocati del Kentucky avevano detto che: «Niente può informare meglio un paziente della natura e delle conseguenze di un aborto che vedere un’immagine del feto che sarà abortito, e ricevere una descrizione medica accurata di quell’immagine».

Fonte: The Christian Institute

Leggi anche: Aborto, Pro Vita e Famiglia: “Il PD calpesta i diritti e la salute delle donne”

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