Gender

Né maschio, né femmina: arriva l’opzione “X”

Una nuova legge per legittimare i ‘moderni’ stereotipi gender.

Né maschio, né femmina, ecco il terzo sesso. I neo genitori islandesi adesso potranno iscrivere i propri figli all’anagrafe contrassegnando con una “X” il loro genere sessuale: semplicemente transgender. Lo ha stabilito all’unanimità il Parlamento di Reykjavik con una nuova legge sull’identità di genere, che ha lo scopo di tutelare e ampliare i diritti di Transgender e LGBT. Le nuove norme serviranno a facilitare anche le procedure per il cambio di genere sessuale da parte degli adulti.

“L’Atto per l’autonomia del genere” consentirà di non assegnare ai bambini appena nati un genere necessariamente maschile o femminile, rimandando al futuro e alla loro libera scelta tale decisione. Appositi team di medici dovranno poi certificare la situazione giuridica di questi neonati che, per scelta dei propri genitori, si troveranno in questa situazione di incertezza.

Per quanto riguarda i minori già registrati all’anagrafe come maschio o femmina, potranno anch’essi cambiare il proprio genere, previo consenso dei genitori; altrimenti dovranno aspettare la maggiore età. “In accordo alle proprie esperienze di vita” – e non a seguito di accertamenti medici come avvenuto fino ad adesso – essi potranno, infatti, procedere ad un cambio di genere, che sarà quindi molto più semplice ed immediato così come l’accesso all’assistenza sanitaria transpecifica. Facilitata anche la procedura relativa al cambio del nome: non ci sarà più bisogno di rivolgersi al Comitato nazione degli appellativi per avere un nome di genere opposto. Le precedenti norme, secondo cui ad una femmina doveva essere assegnato un nome femminile e ad un maschio un nome maschile, vengono infatti eliminate dal momento che il Registro nazionale dei nomi non conterrà più alcuna distinzione di genere.

La situazione appare senz’altro paradossale. Applaudita da tutto il mondo per la sua innovatività e presente al primo posto nella classifica internazionale 2018 per l’Uguaglianza di genere, stilata dal Forum economico mondiale, l’Islanda presenta anche un altro dato spiazzante. Il rischio di suicidio tra i giovani gay è diciassette volte più alto che fra i loro coetanei. Forse più che su norme di distruzione identitaria si dovrebbe lavorare ad altre tipologie di sostegno e supporto.

Gina Lo Piparo

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