Nasce con una malattia genetica, i medici: “Non ce la farà” ma oggi ha 33 anni. Il papà: “Quel sogno…”

di VoceControCorrente

A Vocecontrocorrente.it la storia della catanese Anna, nata con una malattia genetica. I medici le avevano dato poco tempo da vivere ma non è stato così. Il racconto del padre e, soprattutto, di un sogno molto particolare…

(Di Lilia Ricca) Era il 26 gennaio del 1986. Nasce Anna, a Catania, da papà Barbaro e mamma Margherita, secondogenita dopo il primo figlio maschio morto a causa di una malattia. Da un problema respiratorio ad una fibrosi cistica al pancreas, la piccola perde peso repentinamente e i medici le danno solo un anno di vita. Oggi vive grazie alla fede in Gesù dei suoi genitori. Anna ha 33 anni e vive la sua vita come un miracolo, come un dono perfetto di Dio, dal cielo.

«Appena nata, la piccola viene sottoposta a dei controlli per attestare che fosse sana considerata la precedente scomparsa del fratellino. La piccola Anna risulta sana, pesa 2 kg e 800 g ed è una bambina normalissima. Dopo il quarto mese di vita, il problema: la piccola comincia a manifestare problemi respiratori. Prima una bronchite poi la bronchiolite, fino ad un’insufficienza respiratoria. Viene ricoverata al reparto di Pediatria, le condizioni peggiorano di giorno in giorno. Prima la perduta di peso, poi il coma. Decidiamo di trasferirla in Pediatria all’ospedale Niguarda di Milano. I medici fanno i dovuti controlli senza una diagnosi. Anna viene considerata morta. Qualche giorno dopo, il verdetto: una fibrosi cistica del pancreas. Una malattia genetica che conduce alla morte. I bambini affetti da questo male non superano il primo anno di vita. Quelli che ci arrivano, non vanno oltre i quattro anni, e quelli che superano il quarto arrivano fino ai quattordici. Oggi Anna ha 33 anni, ed è viva grazie a Dio», racconta papà Barbaro a Vocecontrocorrente.it.

«Io e mia moglie eravamo disperati. Credevamo in Dio a modo nostro. In quei giorni ci sono arrivate proposte di ogni tipo. Tra queste, quella di una signora in contatto con persone che praticavano l’occulto. Queste avevano dichiarato la malattia e la successiva morte di nostra figlia. Subito dopo, una parente inserisce la piccola Anna tra le richieste del suo gruppo di preghiera. Ci telefonano per dirci che Anna poteva salvarsi solo grazie alla preghiera e al digiuno. Da quella sera, con mia moglie iniziammo a digiunare e a pregare Dio come non avevamo fatto mai. Anna esce improvvisamente dal coma, apre gli occhi, le sue condizioni erano migliorate. Il primario del Niguarda ci trasferisce a Messina, in un centro specializzato in fibrosi cistica del pancreas. La piccola aveva dei problemi respiratori e digestivi. Anche a Messina i medici sentenziano la morte di nostra figlia dopo il primo anno di vita. Prescrivono delle cure prima di rispedirci a casa. Rientrati a casa, una parente ci invita in un gruppo di preghiera, i cui erano responsabili erano una coppia di pastori americani, Alfred e Jacklin, a cui raccontiamo la nostra storia e che subito si interessano a pregare per nostra figlia. Un responsabile incaricato viene a casa nostra tutti i giorni per pregare per Anna. Poi la ricaduta, prima di tornare al Policlinico di Messina. Torniamo a casa, il gruppo di preghiera non si fa più vivo in casa nostra, dicendoci che se Dio avesse voluto avrebbe operato su nostra figlia. Io e mia moglie continuiamo a pregare con insistenza. ‘Signore, ti prego opera in lei’. Mia figlia stava molto male quella sera, dopo la preghiera, vediamo la ripresa».

Anna, qualche anno dopo la guarigione dalla malattia.

«Poi il sogno, la stessa notte. Su una strada affollata. In fondo, un uomo con una veste bianca. Era Gesù. Prima di allora, avevo spesso chiesto a Dio di incontrarlo per dargli la mia vita e restituirci quella di nostra figlia. Arrivo in una prateria, c’era molta gente. Pensai tra me e me: ‘Se riuscirò a parlare con lui, mia figlia sarà guarita’. Mi immergo nella folla che mi schiacciava, mi stringeva. Quella gente stava aspettando Gesù da due giorni. ‘Se riuscirò a toccarlo o anche solo a sfiorarlo, mia figlia sarà guarita’, continuavo a pensare, andando avanti. La folla mi veniva addosso, e nonostante le ferite, ho avanzato fino a quando le forze non sono venute meno. Perdo i sensi. Una voce potente e autorevole zittisce la folla, lì c’era qualcuno che lo stava cercando disperatamente. Gesù inizia a farsi spazio, mi vede, gli rivolgo la parola: ‘Volevo parlarti ma non ci sono riuscito. Perdonami’. Mosso a compassione, mi invita ad alzarmi. Gli faccio cenno indicando la mia impotenza. ‘Alzati, io te lo dico’. Mi alzo, il sangue delle ferite scompare, riprendo forze. Non riuscivo a guardarlo in faccia. ‘Perché mi stai cercando?’. Rispondo: ‘Tu sei il figlio di Dio, tu guarisci i malati, e ridai la vista ai ciechi’. Risponde: ‘Io sono’. ‘Signore, perché non ascolti le mie preghiere, perché mia figlia non guarisce? La piccola Anna sta morendo, nessuno può guarirla’. Mi chiese per tre volte: ‘Tu credi che posso guarire tua figlia?’. Per tre volte rispondo: ‘Sì, Signore io lo credo. Non c’è medicina, scienza e nessun’altra cosa che possa guarirla. Solo tu puoi farlo’. ‘Per la tua fede, io ti do tua figlia’. Aprì le braccia, tra queste c’era mia figlia Anna. La prendo in braccio, chino il capo, prima di andare via. L’uomo mi rivolge ancora la parola: ‘Non cercarmi più per lo stesso motivo’».

«Al risveglio, racconto il sogno a mia moglie. Dopo qualche giorno, la piccola torna in ospedale, respira meglio ed era tornato l’appetito. I suoi polmoni erano completamente liberi. Comincio a testimoniare il miracolo di Dio nella nostra famiglia. I medici ci deridevano dicendo che per lei era solo un periodo di recupero. Ogni 20 giorni i controlli in ospedale. Anna inizia a crescere in lunghezza e a prendere peso. I medici erano stupefatti! Nonostante i risultati, continuavano a dire che sarebbe morta entro i quattro anni di vita. Parlavamo parole di fede, e rifiutavamo di accordarci con quelle dei medici. Sono passati quattro anni, poi quattordici. Anna è viva, oggi ha trentatré anni. Tutta la mia famiglia si è convertita a Cristo. Dopo qualche tempo, lessi la Parola di Dio nel passo del Vangelo di Luca 8:43-48 che racconta la storia della donna guarita dal flusso di sangue. Profonda commozione per la storia di questa donna: è la nostra storia, la storia della nostra famiglia e della nostra piccola Anna, guarita grazie alla fede in Gesù».

Lilia Ricca

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