Storie

Morire per una missione: la storia di John Allen Chau

(di Sara Affuso) Una storia che vale la pena ricordare ora che il 2019 volge al termine; quella di John Allen Chau un giovane missionario americano di origine asiatica che proprio tra il 16 e il 18 novembre del 2018 è stato ucciso a colpi di frecce da una tribù indigena delle isole Andamane dell’India.

La sua unica colpa è stata quella di portare la buona notizia a questa popolazione. Dopo essersi diplomato alla Oral Roberts University ed essersi formato proprio per la missione presso la tribù Sentilenese, il giovane Chau non ha esitato, pur consapevole dell’enorme rischio corso, a vivere l’ultima parte della sua giovanissima vita su quelle isole remote dove però non hanno accettato il messaggio di speranza e salvezza del Signore Gesù.

Le ultime frasi scritte ai suoi familiari sono davvero commoventi: «Hey ragazzi, voi penserete che io sia pazzo a fare tutto questo, ma io credo che invece ne valga la pena per dichiarare Gesù a queste persone». E ancora: «Per favore, non odiate queste persone o Dio se potrò essere ucciso. Piuttosto vivete la vostra vita in obbedienza alla sua chiamata e vi vedrò di nuovo quando voi passerete attraverso il velo».

Tutto ciò ci può sembrare estremo e certamente sarà difficilissimo immaginare il dolore dei suoi cari, ma questi moderni martiri della fede non vanno dimenticati e possono anzi essere d’ispirazione per tutti i credenti a seminare per il regno di Dio con maggiore coraggio, predicando la salvezza in ogni tempo.

A tal proposito bellissima è l’esortazione del direttore esecutivo Dr. Mary Ho della Global mission society All Nations nel ricordare il giovane missionario: «John era un giovane ambasciatore di Cristo gentile e sensibile che voleva far conoscere agli altri il grande amore di Dio per loro». «Noi ricordiamo ancora, attraverso la storia della chiesa, che il privilegio di condividere il Vangelo ha spesso comportato un grande costo. Noi preghiamo che gli sforzi sacrificali di John porteranno un grande frutto nella sua stagione».

Sara Affuso

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