Milioni di sterline per il royal baby: guardaroba bio e gender fluid

di VoceControCorrente

Il nuovo royal baby fa parlare di sé: ora l’attenzione è rivolta al guardaroba e alla tata, con costi stellari e con pretese gender fluid.

Avevamo già parlato del fatto che Meghan Markle e il Principe Harry avrebbero probabilmente cresciuto un royal baby gender free.  Per quanto sulla carta il nuovo nato sia un maschietto, chiamato Archibald Harrison, la Markle non ha intenzione di categorizzarlo.

Questo lo sottolinea anche il Telegraph, che ha condotto un’inchiesta sul guardaroba del piccolo. Un guardaroba fatto di vestitini bio e organici (temi cari alla radical chic Meghan, sostenitrice di Greta Thunberg). Costosissimi, chiaramente.

Ma soprattutto, un guardaroba di abitini maschili e femminili insieme. Per quanto in pubblico la duchessa del Sussex dovrà essere tenuta a rispettare il protocollo (almeno per ora, in futuro chi lo sa) presentando il piccolo Archie in abiti maschili, nel privato il bimbo sarà vestito in tutti i modi possibili e immaginabili per “metterlo a suo agio”.

Girano poi le prime pretese di Meghan e Harry sulla tata: la donna che curerà Archie quando i genitori saranno in giro per il mondo guadagnerà oltre 81.000 euro anno (circa 7.000 euro al mese).

Allo stipendio da urlo corrisponderà però un comportamento da serva: la tata dovrà essere di “open mind” (mente aperta) accettando qualsiasi inclinazione del piccolo e assecondandolo, e seguendo chiaramente tutte le pretese radical chic della mamma. Ne varrà la pena?

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