Economia

Meno posti fissi, più contratti a termine: ritratto del lavoro in Italia

L’occupazione aumenta, ma il panorama rimane comunque preoccupante: ci sono sempre meno posti fissi.

L’Istat, istituto nazionale di statistica, ha pubblicato gli ultimi dati riguardanti l’occupazione. I dati, che vengono aggiornati mensilmente, mostrano un aumento di occupati dello 0,1% (pari a circa 23.000 lavoratori in più). Il problema, però, è il tipo di lavoro. Ci sono, infatti, sempre meno posti fissi.

A incrementare il numero degli occupati del mese di dicembre è infatti il netto aumento di contratti a termine, che sono aumentati di ben 47.000 unità. Aumentano anche i lavoratori autonomi, che contribuiscono all’aumento degli occupati con 11.000 unità.

Un aumento, dunque, che non rassicura: l’Italia, con il suo 58,8% di occupati continua a figurare tra gli ultimi paesi europei in fatto di lavoro, seconda solo alla Grecia che registra un tasso pari al 53,5%.

Il posto fisso resta ancora un miraggio: i lavoratori dipendenti permanenti sono diminuiti di 35.000 unità rispetto a quelli assunti nei mesi precedenti. A destare ulteriore preoccupazione c’è la disoccupazione giovanile, che invece di diminuite è cresciuta dello 0,1%, attestandosi a un totale del 31,9%.

Nello specifico, gli occupati in crescita (che come già detto sono prevalentemente termine o autonomi) si collocano in tre specifiche fasce d’età: 15-24, 35-49 e over 50. Diminuiscono, invece, quelli nella fascia tra i 25 e i 34 anni.

Insomma, c’è ancora tanta strada da fare: anche se i tassi sono tornati al livello della situazione pre-crisi 2008 a incidere sono soltanto lavori che si concludono nell’arco di pochi mesi.

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