Matrimoni gay in Irlanda del Nord, i cristiani chiedono libertà di espressione

di Gina Lo Piparo

Christian Institute ha minacciato azioni legali qualora il governo non dovesse proteggere la libertà d’espressione.  Il Segretario di Stato rassicura: «Le istituzioni religiose saranno tutelate»

 Il 13 gennaio il riconoscimento legale del matrimonio omosessuale è sbarcato in Irlanda del Nord: quali saranno le conseguenze sulla libertà religiosa e d’espressione?

Il Christian Institute ha avanzato serie perplessità in merito: l’attivista Jeffrey Dudgeon ha accusato l’Ufficio dell’Irlanda del Nord (NIO) definendolo ‘ingannevole’, poiché, sebbene sia stata promessa una consultazione sulle cerimonie religiose, non è stata considerata la necessità di più ampie garanzie, com’è avvenuto invece nelle altre zone del Regno Unito che hanno legalizzato le unioni omosessuali attuando, però, misure di protezione che garantissero l’obiezione di coscienza.

Il monito di Colin Hart, direttore del Christian Institute, è chiaro: «Quando la registrazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso inizierà il 13 gennaio, sarà necessaria un’altra serie di robuste tutele per proteggere coloro che nella società nordirlandese non sono d’accordo con il matrimonio tra persone dello stesso sesso».

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Del medesimo avviso anche Sammy Wilson, deputato per East Antrim, che ha dichiarato: «Coloro che hanno spinto per l’imposizione di cambiamenti sull’aborto e sul matrimonio omosessuale hanno fatto così affermando di voler allineare l’Irlanda del Nord con il resto del Regno Unito. Le stesse protezioni dovrebbero quindi essere disponibili nell’Irlanda del Nord come nel resto del Regno Unito. Questo è qualcosa che deve essere portato avanti da un governo entrante».

Davanti alla minaccia di un’azione legale da parte del Christian Institute, qualora i cittadini non ricevessero chiare protezioni alla libertà di parola, Julian Smith, Segretario di Stato dell’Irlanda del Nord, ha rassicurato: «La legislazione sull’ordine pubblico è stata modificata per sottolineare che la mera critica del matrimonio tra persone dello stesso sesso non è un’offesa». Inoltre, sono previste modifiche alla legge sull’uguaglianza, che tutelerà anche le istituzioni religiose da azioni penali qualora si rifiutassero  di prender parte a riti ed eventi finalizzati a sancire il matrimonio civile tra persone dello stesso sesso. Le garanzie si estenderanno anche a proteggere la libertà di licenziare, qualora dovessero contrarre matrimonio omosessuale, i membri dello staff di organizzazioni religiose che sostengono una visione tradizionale del matrimonio, giacché mostrerebbero di non condividerne più i valori.

«Siamo grati al Segretario di Stato per l’Irlanda del Nord per aver riconosciuto la validità dei problemi che abbiamo sollevato – ha dichiarato in risposta Simon Calvert, portavoce del Christian Institute – e per aver preso provvedimenti per affrontare ciascuna delle nostre aree di preoccupazione in merito ai matrimoni civili tra persone dello stesso sesso». Calvert ha, inoltre,  sottolineato l’importanza formare correttamente le forze dell’ordine affinché rispettino la libertà di parola accordata su questi temi.

Come ricorda The Christian Post, la Chiesa irlandese non è venuta meno nel far sentire la propria voce in merito all’argomento. «La Chiesa d’Irlanda afferma, secondo l’insegnamento di nostro Signore, che il matrimonio è nel suo scopo un’unione durature e permanente, nel bene o nel male, fino a quando la morte non li separi, di un uomo con una donna, con l’esclusione di tutti gli altri entrambe le parti», ha dichiarato un portavoce della Chiesa d’Irlanda al Belfast Telegraph.

Inoltre, il Reverendo Jim Stothers, vicedirettore dell’Assemblea Generale della Chiesa presbiteriana, ha spiegato che «In ogni servizio matrimoniale, il ministro che officia è tenuto a leggere questa dichiarazione: ‘Sin dall’inizio della creazione, Dio, nel suo benevolo scopo, ha fornito il matrimonio come il modo accettato in cui un uomo e una donna possono incontrarsi come marito e moglie’. Questa è l’unica base su cui può avvenire il matrimonio all’interno della Chiesa presbiteriana in Irlanda. L’introduzione del matrimonio omosessuale nell’Irlanda del Nord non cambia questa convinzione».

Ricordiamo che il riconoscimento del valore legale dei matrimoni gay rappresenta l’attuazione della legislazione approvata l’anno scorso a Westminster, all’interno della quale è stato legalizzato anche l’ aborto, e che rappresenta un allineamento dell’Irlanda del Nord al resto del Regno Unito, dove il riconoscimento è giunto già dal 2014. Il provvedimento era scaturito dalla segnalazione di questa situazione di difformità durante il mese di luglio, quando il governo del Regno Unito aveva sottolineato che le leggi dell’Irlanda del Nord in materia non fossero conformi alle normative sui diritti umani. A fine 2020, l’Ufficio dell’Irlanda del Nord inizierà la consultazione relativa alla conversione dei partenariati civili e al ruolo delle chiese nei matrimoni gay.

Gina Lo Piparo

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