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Guerriglia urbana a Napoli contro il coprifuoco: aggrediti giornalisti, fumogeni contro le forze dell’ordine

Centinaia di giovani protestano contro la stretta anticovid varata dal governatore De Luca

Si respira un’aria pesante a Napoli, dove sono in corso manifestazioni in via Santa Lucia, alle spalle della Regione Campania. Un migliaio di giovani a volto coperto sono scesi per strada nella prima serata di coprifuoco alle 23, per protestare contro la stretta anticovid varata dal governatore della Campania De Luca.

Il corteo ha trovato uno sbarramento di forze dell’ordine sul lungomare, all’altezza dell’incrocio con via Santa Lucia. I manifestanti hanno cominciato a lanciare bombe carta e fumogeni verso le forze dell’ordine colpendo anche una camionetta dei carabinieri. I manifestanti hanno cominciato a correre verso la sede della Regione, e contro di loro c’è stato un fitto lancio di lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine. 

Aggredita una troupe di giornalisti di Sky Tg24 che si trovava lì per documentare la situazione. Intanto tensione anche a Salerno, dove centinaia di cittadini e commercianti stanno attraversando il centro storico al grido di “libertà libertà”. 

Bombe carta contro le forze dell’ordine a Napoli

Cassonetti in fiamme a Napoli e auto a rischio incendio lungo la via Santa Lucia a Napoli, dove i contestatori  hanno bloccato un automezzo dei pompieri impedendogli di spegnere le fiamme. A protestare non sono commercianti e piccoli imprenditori che lo hanno fatto pacificamente in queste ore, sia a Napoli che a Salerno, ma giovani radunatisi nelle zone tradizionalmente frequentate da universitari e galassia antagonista.

“Siamo ad un passo dalla tragedia, serve un lockdown nazionale”, con i contagi Covid che superano i 19mila casi in un giorno, aveva detto il presidente De Luca rendendo esplicito il pressing che arriva anche dagli scienziati e da pezzi della maggioranza affinchè il governo metta in campo un intervento drastico per fermare l’impennata della curva epidemiologica. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte per il momento dice no: “dobbiamo scongiurare un secondo lockdown generalizzato”. Ma il premier sa che il tempo stringe e che saranno necessarie nuove misure.

In attesa delle nuove misure, le Regioni continuano ad andare in ordine sparso. Con Piemonte e Calabria, che si aggiungono a Lazio, Lombardia e Campania, salgono a cinque le regioni che hanno stabilito il coprifuoco dalle 23 o 24 alle 5 del mattino successivo. E sabato sarà la volta della Sardegna. A Palermo è scattato il divieto di sostare in strada dalle 21 fino alle 5 nelle zone della movida. 

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