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Mangiatoia o grotta: dov’è nato Gesù?

Adagiato su una ciambella di salvataggio, con la testolina appoggiata su un salvagente più piccolo. A destra Maria, a sinistra Giuseppe, entrambi di pelle nera. Nero è anche il piccolo Gesù bambino. Si tratta di un particolare presepe esposto in una chiesa del centro storico di Padula, in provincia di Salerno che recentemente ha fatto molto discutere. La natività è raffigurata su un barcone alla deriva con gli altri pastori che per l’occasione diventano migranti facendo da compagni per quel viaggio della speranza.

Al di là delle molteplici interpretazioni o tal volta mistificazioni non ci sono dubbi sui dettagli che riguardano l’argomento della nascita di Gesù … o quasi …

Spesso, infatti, torna il dubbio: ma Gesù è nato in una mangiatoia o in una grotta?

Andiamo alla fonte, la Bibbia. Cosa dicono i Vangeli al riguardo?

Luca (2, 6‐7): “Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non v’era posto per loro nell’albergo”.

Matteo (1, 24-25) è ancor più sintetico: “… prese con sé la sua moglie; e non ebbe con lei rapporti coniugali finchè ella non ebbe partorito un figlio; e gli pose nome Gesù”.

La risposta è, dunque, chiara. Gesù è nato in una mangiatoia.

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E allora come e perché si è venuto a creare questo dubbio?

Nella Palestina dei tempi di Gesù le stalle o mangiatoie erano per lo più costruzioni precarie di legno appoggiate ad anfratti naturali o scavati nella roccia (il bestiame veniva posto sotto quei ripari) così che dire “grotta” o “stalla” era praticamente la stessa cosa. Questo deve essere stato il caso della nascita di Gesù Cristo e non la grotta che è stata individuata nella Basilica della natività; essa non può essere davvero il luogo della nascita di Cristo; è impossibile che del bestiame possa aver trovato rifugio in un luogo così angusto e basso.

La veridicità narrativa della natività di Gesù è stata probabilmente indebolita dal Vangelo Apocrifo del V‐VI secolo detto dello “Pseudo Matteo”, ove si racconta che il Bambino viene partorito in una grotta, e sicuramente lontano dai palazzi del potere. I Vangeli dichiarano con semplicità che per Gesù non ci fu posto dentro l’albergo, perciò rimase fuori. Ma il loro intento non era quello di far cronaca dell’avvenimento o dare dettagli approfonditi del contesto, ma porre l’accento sul vero significato dell’avvenimento: la nascita del Salvatore e il suo piano di Salvezza per ognuno di noi. Egli diventa essere umano per salvare noi esseri umani dal nostro peccato. Luca 2- 14:Pace in terra agli uomini, su cui si posa il suo favore”. Questo è il messaggio degli angeli quella notte a Betlemme. Questa è la missione di Dio. Perdonare le nostre colpe, accoglierci come suoi amati figli. Il bambino nella mangiatoia è diventato l’uomo sulla croce. Lì ha messo in atto ciò che hanno cantato gli angeli. Ha portato pace per mezzo della sua morte. Ha pagato per le nostre colpe con la sua vita.

Per questo gli Evangelisti Luca e Matteo hanno messo così pochi dettagli sulla nascita di Cristo in sé, come fatto storico, i dettagli erano secondari rispetto al vero messaggio da divulgare.

Ma si sa come è fatto l’essere umano… Lo affermò persino Oscar Wilde: “Il pubblico ha un’insaziabile curiosità di conoscere tutto, tranne ciò che vale la pena conoscere”.

Alessandra Barbato

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