L’uomo senza gravità, la recensione del film italiano su Netflix

di Filippa Tagliarino

L’uomo senza gravità, diretto da Marco Bonfanti con Elio Germano, è stato presentato alla Festa del Cinema di Roma lo scorso novembre ed è stato distribuito da Netflix.

Con una grandiosa incursione, in un ospedale di provincia, nasce Oscar, un bambino che ha davanti a sé un destino speciale. Fluttuando verso il soffitto, attaccato al cordone ombelicale, lascia i presenti con lo stupore di chi assiste ad un atto assai singolare, poiché il piccolo non ha gravità.

Oscar cresce in una reclusione forzata, con la madre e la nonna che custodiscono gelosamente quel segreto troppo incomprensibile agli altri. Solo la piccola Agata riuscirà a guardare oltre, considerando ingenuamente il suo nuovo amico un vero supereroe.

Nel tempo, la leggerezza di cui è affetto diventa un carico troppo gravoso da reggere, così Oscar decide di mostrare al mondo il suo straordinario dono, diventando una star. Ma ben presto il giovane si scontra con una realtà priva di quella comprensione necessaria ambita, comprendendo di essere solo il pasto prediletto di folle affamate di fenomeni da baraccone di cui nutrirsi.

LEGGI ANCHE: Uomo vitruviano di Leonardo Da Vinci: “È un  algoritmo”

Sebbene la trama risulti semplice, racchiude molti spunti riflessivi e profondi, mostrando quella sensibilità del perfetto incompreso dalla sua prospettiva, ed Elio Germano riesce a darne la giusta interpretazione.

Un susseguirsi di successi memorabili, che danno un orientamento temporale al telespettatore, fanno da sfondo nella vita del protagonista, il quale, venuto alla luce sulle note di Boys di Sabrina Salerno, risulta figlio di quegli anni 80 caratterizzati dal decennio in cui ogni bambino non sfuggiva all’appuntamento pomeridiano con Bim bum bam, e i nostalgici faranno un vero tuffo nel passato, tra sigle di cartoni animati iconiche e zaini super colorati.

L’Italia, patria di film drammatici e commedie, non si adatta appieno al genere fantastico che, talvolta, risulta ancora penalizzato ma va premiato il tentativo di osare. Seppur abbia questo svantaggio, l’uomo senza gravità vale la pena di essere visto per il concetto che vuole presentare, ovvero l’accettazione del diverso. Colui che ha un’insostenibile leggerezza si scontra con la pesantezza della società, incapace, ormai, di spiccare il volo.

Filippa Tagliarino

Il trailer:

LEGGI ANCHE: Quanto guadagna un vigile urbano?

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un 'Mi Piace' sulla nostra pagina Facebook!

Articoli Correlati