L’ultimo desiderio di nonno Norbert: una birra prima di morire

di Gina Lo Piparo

Si è spento il giorno dopo lo scatto ma il suo addio ha messo in moto la macchina dei ricordi sui social: migliaia di commenti e condivisioni, che hanno portato alla luce storie simili e immagini analoghe.

La foto di Norbert che beve una birra in ospedale prima di morire ci ha messo poco a diventare virale. Condiviso dal nipote Adam Schemm sui social, lo scatto ha ricevuto migliaia di like, condivisioni e commenti che hanno dato il via ad una vera e propria galleria di ricordi, poiché diversi utenti non si sono limitati ad esprimere la propria solidarietà ma hanno a loro volta condiviso immagini e storie altrettanto toccanti.

In un letto d’ospedale, Norbert, ottantasettenne del Wisconsin, ha esaudito il suo ultimo desiderio: bere una birra insieme ai propri cari. Sorridenti e apparentemente sereni, anche se è possibile immaginare il dolore nascosto nell’invisibile, hanno dato l’ultimo addio al nonno che proprio il giorno successivo si è spento per un cancro al colon.

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Commossi gli utenti, hanno condiviso analoghe esperienze corredate da foto: c’è chi ha postato lo scatto del nonno che come ultimo desiderio aveva voluto anche lui bere una birra e fumare una sigaretta, chi ha condiviso l’immagine della nonna che ha voluto spegnersi circondata dalle persone e dalle cose più amate – la musica di Frank Sinatra, il sushi, un bicchiere di Baileys. Altri, invece, hanno manifestato la propria empatia unendosi virtualmente a quel brindisi in uno scatto che li ha ritratti con i bicchieri di birra in mano.

Una nuova concezione del lutto? Giovanni Ziccardi, professore di Informatica giuridica presso l’Università di Milano e autore de Il libro digitale dei morti. Memoria, lutto, eternità e oblio nell’era dei social network, ha dichiarato a Il Corriere della Sera: «Il grande cambiamento avvenuto è che oggi con gli smartphone abbiamo la morte in tasca. Prima il lutto veniva tenuto fuori dalla vita sociale, anche i cimiteri erano separati dal centro delle città. Adesso si condivide tutto, la vita e la morte, e questo è uno degli aspetti più positivi delle nuove tecnologie».

Il professore Ziccardi commenta, poi, un fenomeno sempre più diffuso e che fa senz’altro discutere, ossia l’esposizione sempre più frequente sui social di foto di salme, cimiteri, funerali: gli adolescenti «postano dei selfie durante i funerali dei parenti, c’è chi mette su Facebook l’immagine della salma prima della chiusura della bara. Tutto ciò colpisce perché va toccare un tema sensibile e intoccabile come la morte, qualcuno obietta che ci vorrebbe più serietà. E invece è sbagliato considerare quelle immagini come semplici foto, sono piuttosto dei piccoli frammenti di vita che si vuole condividere. E infatti i commenti sono tutti positivi, non ci sono critiche, la partecipazione al lutto è sincera».

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