Cultura & Scienze

Lo smartphone fa male alla nostra salute?

Recenti studi da diverse parti del mondo notano gli effetti negativi delle radiazioni emesse dagli smartphone sul corpo umano. Ecco le abitudini da cambiare.

Nato per facilitare le comunicazioni, il cellulare ha rimpiazzato oggetti di uso comune fino a poco tempo fa, che oggi hanno improvvisamente acquisito un sapore vintage. Sveglie, radio, ipod, orologi: lo smartphone ormai concentra in pochi centimetri tutte le loro capacità, e anche di più, tanto che persino l’amatissima tv non ha più la presa di un tempo sugli adolescenti, sempre più concentrati, testa china, sui propri dispositivi.

Persino i bambini in tenera età sanno già usarli, eppure una grossa domanda aleggia nel mondo scientifico: lo smartphone può danneggiare la nostra salute? E, in particolare, esiste una qualche relazione tra cellulare e cancro?

Come recentemente mostrato dal servizio di Matteo Viviani, andato in onda a fine novembre per Le Iene, nel 2013 il Centro di ricerca sul cancro Ramazzini di Bologna aveva iniziato delle sperimentazioni in proposito, le quali sono adesso terminate dando alla luce i propri risultati.

Morando Soffritti, sei anni fa Direttore scientifico e oggi Presidente onorario dell’istituto, illustrando gli esperimenti condotti su campioni di topi esposti ad un campo elettromagnetico al fine di valutarne l’impatto, allora aveva detto: «Auspico che il risultato sia negativo, altrimenti le preoccupazioni sarebbero molte ma non soltanto per la telefonia mobile, ma per il nostro sistema di comunicazione».

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Oggi la dott.ssa Fiorella Belpoggi, direttrice del Centro, conclude: «Le evidenze che abbiamo raccolto ci dicono che esiste un pericolo». E non è l’unica a pensarla così. Dello stesso avviso, anche l’oncologo americano Anthony Miller dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha affermato che: «Ci sono prove sufficienti che le radiazioni delle radiofrequenze sono cancerogene per l’uomo», e la dott.ssa americana, Devra Devis, che illustra lo scandalo ‘Phonegate’, scoppiato grazie al medico francese Marc Arazi.

Questi ha, infatti, smascherato l’inganno dei test effettuati dai produttori sulle emissioni delle onde elettromagnetiche dei dispositivi, i quali sarebbero stati fatti non solo basandosi su test di vent’anni fa, quando la gente stava molto meno al telefono, ma anche simulando un uso non realistico del cellulare a diversi millimetri dal corpo – in alcuni casi addirittura a anche più di un centimetro.

Studi scientifici provenienti da diverse parti del mondo, avvertono non solo sull’uso del telefonino da parte di giovanissimi e bambini – dato che i cervelli più giovani assorbono più radiazioni-, ma anche sui danni che questi possono arrecare ad altre zone del corpo, quali i testicoli e cuore.

Non si devono creare allarmismi: come spiegato dalla dott.ssa Belpoggi, il pericolo riscontrato dalle sperimentazioni è di tipo medio-basso (sui ratti non esposti alle radiazioni non è stato riscontrato alcun tumore alle cellule celebrali, mentre in quelli esposti la percentuale registrata è di 1,4%), ma è comunque giusto non sottovalutare il dato e soprattutto informare i consumatori in modo tale da consentire una modifica delle abitudini quotidiane ma dannose.

Alcuni esempi?

  1. Evitare di attaccare il cellulare all’orecchio preferendo l’uso del vivavoce o di auricolari, meglio dotate del tradizionale cavo;
  2. Non tenere il telefono in tasca, vicino alle parti intime, al cuore o al seno;
  3. Durante la notte, il top sarebbe spegnere il dispositivo, ma se non è possibile, è meglio comunque non metterlo sotto il cuscino ma ad almeno un metro di distanza;
  4. Evitare di chiamare quando si è in auto, in treno o all’interno di mezzi di trasporto: il cellulare proprio in queste situazioni emette un numero maggiore di radiazioni per restare agganciato alla rete.
  5. Il cellulare emette radiazioni anche quando non si sta telefonato: è bene ricordarlo!
  6. Meglio evitare di dare lo smartphone ai bimbi; se necessario, prediligere allora la modalità aereo.

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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