L’Italia ha deciso: no all’abolizione dell’ora legale

di Filippa Tagliarino

Lo scorso anno il Parlamento Europeo con 410 voti favorevoli, rispetto i 192 contrari e 51 astenuti, si è espresso a favore dell’abolizione dell’ora legale, chiedendo a tutti i Paesi membri dell’Unione Europea di prendere posizione in merito entro il 2021.

A tal proposito, l’Italia si è già espressa: l’ora legale resta.

Sono tre i motivi che hanno spinto il nostro Paese a esprimere contrarietà all’abolizione dell’ora legale:

  • Non ci sarebbero prove scientifiche secondo cui i due cambiamenti di fuso orario possano davvero danneggiare l’equilibrio psico fisico, e quindi si evince una mancanza di reale valutazione sui vantaggi e svantaggi;
  • Accendere le luci un’ora dopo, permette agli italiani di fare economia. Di fatto, l’ora legale comporta un risparmio di energia notevole, pari a 100 milioni di euro annuali;
  • L’Italia teme che lasciare l’ultima parola agli Stati membri sul mantenimento o no dell’ora possa creare confusione e squilibri nel funzionamento del mercato interno a causa di un mosaico di fusi orari.

La situazione nel resto d’Europa resta ancora frammentata con i Paesi del Nord Europa che si dicono contrari all’ora legale poiché non hanno necessità di spostare in avanti le lancette per il risparmio energetico, visto che da loro d’estate fa buio più tardi. I Paesi del Sud, invece, sostengono il mantenimento dell’ora legale che consente di guadagnare un’ora di luce in più in estate e recuperarne un’altra nelle mattinate invernali.

Finlandia, Polonia, Estonia, Lettonia, Germania, e tutti i Paesi settentrionali sembrano appoggiare la proposta per un fattore riguardante la salute, sostenendo che il passaggio di orario contribuirebbe a sbalzi di umore, problemi cardiaci e disturbi del sonno. Ciò sarebbe causa dei tanti incidenti stradali e sul lavoro.

L’Europa, quindi, sulla faccenda non ha trovato una compattezza fra i vari Stati, a causa anche di quei fattori ambientali che già ne differenziano il clima e i fusi orari. Adesso, dovranno esprimersi entro l’aprile del 2021.

Filippa Tagliarino

LEGGI ANCHE: Quanto costa mangiare al ristorante dello chef Gino D’Acampo?

Ti è piaciuto l'articolo? Sostienici con un 'Mi Piace' sulla nostra pagina Facebook!

Articoli Correlati