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“Libertà di culto compromessa”, i Vescovi contro il Governo Conte

Dura nota della Comunità Episcopale Italiana.

Ieri sera, durante la conferenza stampa di Giuseppe Conte per anticipare i contenuti del nuovo DPCM sulla fase due delle misure di contenimento dell’epidemia di coronavirus in Italia, si è capito che l’unica forma di culto che sarà ammessa dal 4 maggio sarà la celebrazione dei funerali e per un massimo di 15 conoscenti della vittima.

Quindi, nessun riferimento alla riapertura delle Chiese e, quindi, delle relative liturgie. Tempestiva e durissima la reazione della CEI, la Comunità Episcopale Italiana, che in una nota ha affermato: «I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale». Titolo del comunicato: Il disaccordo dei vescovi.

Dal canto suo, la Presidenza del Consiglio ha preso atto della comunicazione della CEI e ha confermato che, nei prossimi giorni, si studierà un protocollo che consenta presto la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni liturgiche in condizioni di massima sicurezza.

Sull’argomento è intervenuto su Facebook anche Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana: « Quanto alle messe, hanno ragione i Vescovi: si facciano in sicurezza».

E Simone Pillon della Lega, capogruppo in commissione Giustizia e autore di un ordine del giorno sulla riapertura delle messe, accolto dal Senato il 9 aprile ma non ancora attuato dal Governo, ha affermato: «I vescovi italiani sono preoccupati per le limitazioni alla libertà di culto e hanno ragione. Sorprende la posizione del ministro Elena Bonetti, che dopo aver taciuto per quasi un mese davanti alle richieste dei vescovi si accorge improvvisamente degli errori del suo stesso governo e chiede di dare il via libera alle funzioni religiose. Quelle del ministro Bonetti sono parole tardive, vere e proprie lacrime di coccodrillo di chi è stato ed è complice di questa deriva anticristiana».

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