Approfondimenti

Le vittime innocenti dell’Austerity

La Grecia si appresta ad uscire dalla crisi, ma a quale prezzo?

È di mesi fa la notizia sconvolgente che interessa il vice direttore del corriere della sera, Federico Fubini , che, intervistato dall’emittente tv 2000, confessa di aver omesso, volutamente,  la scoperta di risultati disastrosi, grazie a dati attendibili, causati dall’ austerity in Grecia. L’autocensura del giornalista, che fa parte di un gruppo per la lotta alla disinformazione, ha avuto origine per scongiurare panico e disordine tra gli euroscettici e  sovranisti. Una delle tragiche conseguenze, causate dalla crisi, riguarda la mortalità infantile in Grecia; le vittime innocenti sarebbero circa settecento.

La politica di “austerità“ prevede metodi di restrizioni economiche per salvare il bilancio di uno stato in recessione o depressione. Le misure si concretizzano in tagli e revisioni delle spese pubbliche, (spending review), aumento delle tasse, tagli alle pensioni e ai salari per ridurre il deficit pubblico.

Nel 2009, l’Ue, ha attuato un piano per ristabilire un ordine nei conti e un pareggio di bilancio in Grecia; liberatasi da ogni sovranità nazionale, politica e democratica, l’ Unione Europea ha ottenuto piena libertà sulle sorti finanziarie di un paese, che, a distanza di dieci anni, si ritrova depredato e umiliato.

Anche l’Italia ha vissuto i suoi tempi di scompenso, negli anni settanta, e, più recentemente, dal 2011, nei dodici mesi del “decreto salvaItalia”, legato alla legge di bilancio, dal quale, imprenditori di piccole imprese ne uscirono sconfitti a causa di un tracollo finanziario, causandone suicidi a catena.

Le politiche economiche adottate dall’ “élite finanziaria” sugli ellenici, hanno colpito le classi più indigenti ed esposte, inabili nel garantire per sé e per i propri figli i servizi fondamentali, quali sanità e istruzione. I settecento bambini scomparsi, sono il risultato di una manovra avara e spietata, intenta solo a risanare le sorti economiche. Perciò, Italia e Grecia, perle culturali del mediterraneo, giorno 8 Settembre, saranno testimoni di un flashmob davanti le ambasciate; a Roma gruppi di giovani depositeranno 700 fiori di carta che, in questi giorni, dei volontari, tra cui bambini dei campus estivi e parrocchie, stanno realizzando, per ricordare questa strage silente. In contemporanea, ad Atene, ricorderanno gli imprenditori vittime del crack finanziario davanti l’ambasciata italiana. L’iniziativa è partita dai social e in poco tempo ha coinvolto e sensibilizzato molti sostenitori che parteciperanno alla manifestazione.

La Grecia, oggi, attraversa una crisi paragonabile a quella post-bellica, l’ immagine di un paese in crescita è sfuocata, gli strascichi dell’austerità hanno lasciato gli ellenici devastati e insicuri. Una nazione in ginocchio che ha perso un notevole numero di prole. Ogni contesa ha le sue vittime incolpevoli, questa volta l’eccidio è stato compiuto con un’arma silenziosa, senza dover sparare nessun colpo.

Filippa Tagliarino

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