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“Le nostre bimbe hanno la sindrome di Down? Noi festeggiamo la vita”

Una donna americana incinta di due gemelle, entrambe con la sindrome di Down, ha scelto di partorire nonostante le fosse stato consigliato sei volte di abortire. La donna ha voluto condividere la sua scelta col maggior numero possibile di persone. Una storia commovente e incoraggiante al contempo quella raccontata dal sito dell’organizzazione cristiana evangelica di beneficenza Christian Institute.

Rachael Prescott ricorda che quando le hanno comunicato la diagnosi, lei e suo marito sono stati inondati da messaggi di solidarietà e cordoglio da parte di molti.

Alla coppia era stato riferito che oltre alla sindrome, le gemelle avevano anche una malattia cardiaca congenita e, subito dopo la nascita, avrebbero avuto bisogno di un intervento a cuore aperto. Ma ciò che preoccupava maggiormente i medici era la sindrome di Down.

UNA SCELTA CORAGGIOSA

«La condizione cardiaca – ha raccontato Rachel – è passata in secondo piano rispetto alla sindrome di Down e già i medici cominciavano a valutare i possibili metodi abortivi». Nonostante ciò, i due genitori hanno deciso di portare avanti la gravidanza.

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LA NASCITA DELLE GEMELLE

Charlotte e Annette (questi i nomi scelti per le gemelle) sono nate entrambe con la sindrome di Down ma solo Charlotte aveva una malformazione cardiaca che ha avuto bisogno di un intervento chirurgico.

OLTRE LA DISPERAZIONE

Rachael e suo marito hanno festeggiato la nascita delle loro bimbe, senza disperarsi per la diagnosi. «Credevano che io e mio marito stessimo soffrendo – racconta Rachael – ma abbiamo rapidamente assicurato tutti. Non eravano tristi e abbiamo festeggiato la bellezza, il respiro, il movimento, il battito del cuore e i cromosomi in più delle nostre bambine».

Dopo che le ragazze sono nate, la coppia si è documentata sulle possibili conseguenze della sindrome di Down ma i genitori non si sono abbattuti affatto. «Per i medici – hanno spiegato i genitori – avere due figli con la sindrome di Down non poteva non rappresentare un evento negativo».

DUE RAGAZZE COME LE ALTRE…

Oggi le ragazze giocano con i loro coetanei come tutti gli altri bambini. «Speriamo di trasmettere tutto quello che abbiamo provato – ha raccontato Rachel – anche ad altri genitori, affinché possano rifiutare ogni dannoso preconcetto e scoprire una nuova e autentica fonte di gioia. Il folle amore che nutriamo per le nostre ragazze – continua Rachel – supera lo stress provocato dalla loro malattia. Amo i miei figli così come sono».

Gabriele Giovanni Vernengo

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Gabriele Giovanni Vernengo

Classe 94', amante della cultura e dell'arte. Fermo nei propri valori e nella sua fede cristiana, porta avanti il proprio talento tramite la poesia e il giornalismo, definite da lui stesso come «missioni» e/o « vocazioni».

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