“Lasciatelo vivere”: l’appello della madre di Vincent Lambert alle Nazioni Unite

di VoceControCorrente

La madre di Vincent Lambert continua la sua battaglia contro la Corte Suprema francese, che ha stabilito lo spegnimento dei sostegni vitali.

Avevamo già parlato del caso di Vincent Lambert: un’eutanasia shock, che sembrava imposta. E che fortunatamente era stata sospesa. Purtroppo, però, sembra che l’interruzione sia stata solo una breve parentesi.

La Cour de Cassation ha infatti annullato la sentenza  che a maggio aveva ordinato ai medici di tenere in vita Vincent. Una sentenza che era arrivata 12 ore dopo che i medici avevano già disattivato il sostegno vitale dell’uomo, contro la volontà dei suoi genitori.

La madre in particolare ha sempre urlato a gran voce il bisogno di lasciare in vita Vincent, sostenendo che vivere fosse proprio il suo desiderio. Da allora è stato alimentato e idratato artificialmente. Ma la vita non ha ancora vinto.

Il destino del 42enne infermiere psichiatrico, cambiato da quando un incidente motociclistico del 2008 ha fatto a pezzi la sua famiglia, sembra segnato. Poco importa il dolore dei genitori di Lambert.

La madre ha oggi lanciato un appello al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra:  “Sto lanciando una richiesta di aiuto oggi. Senza il vostro intervento, mio ​​figlio sarà ucciso a causa del suo handicap cerebrale. È in uno stato di coscienza minima, ma non è un vegetale“, ha detto la madre.

“Dorme di notte, si sveglia durante il giorno e mi guarda quando parlo. Ha solo bisogno di essere alimentato attraverso un dispositivo speciale e il suo medico vuole privarlo di questo in modo che possa morire, mentre gli esperti legali hanno dimostrato che non è necessario”.

“A maggio, quando ha saputo della sua morte programmata, ha pianto. Siamo profondamente sconvolti. Per questo motivo ci siamo rivolti al Comitato delle Nazioni Unite per i diritti delle persone con disabilità. Perché la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità vieta di privare una persona di cibo e acqua. Questa sarebbe una discriminazione”.

Lambert ha esortato il consiglio dei diritti degli stati membri di 47 Paesi a intervenire, per “ricordare alla Francia l’obbligo di rispettare” le misure prescritte dal comitato delle Nazioni Unite e di “non lasciare morire mio figlio”.

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