Politica

L’annuncio di Conte: “Italia in prima fila a chiedere il Recovery Fund”

M5S esalta il premier ma la Meloni ci va pesante: "Se ne vergogna anche lui".

«L’Italia è in prima fila a chiedere il Recovery Fund. Uno strumento del genere era impensabile fino a adesso e renderà la risposta europea più solida e coordinata». Lo ha affermato il premier Giuseppe Conte in una breve dichiarazione dopo il Consiglio Europeo, spiegando che è arrivato l’ok «all’urgenza» del piano.

«Tutti e 27 i Paesi Ue hanno accettato, anzi abbiamo accettato, di introdurre uno strumento innovativo, il Recovery Fund, un fondo comune finanziato con titoli europei che andrà a finanziare tutti i Paesi più colpiti, come l’Italia, ma non solo l’Italia. È passato anche il principio che è uno strumento urgente e necessario. L’Italia è in prima fila a chiederlo», ha spiegato Conte che auspica che questa «tappa importante della storia» dell’Unione «renderà la risposta europea molto più solida e coordinata».

Per Vito Crimi, capo politico del M5S: «L’Europa sta rispondendo all’emergenza Coronavirus: tutti stanno finalmente comprendendo la portata della posta in gioco e facendo squadra. Il nostro Paese chiede all’Unione il coraggio di scrivere un nuovo capitolo della sua storia e diventare compiutamente una grande comunità. Questa giornata induce all’ottimismo. La convergenza sull’adozione del Recovery Fund è un passaggio fondamentale che risponde ai nostri obiettivi. Ora dobbiamo continuare in un percorso non semplice che affrontiamo con la massima risolutezza e volontà di collaborazione. Ringrazio il presidente Giuseppe Conte per l’impegno e la determinazione che continua a dimostrare, e tutti coloro stanno dando il proprio contributo per il bene dell’Italia».

Critico il commento di Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia: «Conte ci aveva abituato a conferenze stampa fiume per decantare le lodi dei suoi provvedimenti, tutti peraltro di scarsissimo impatto. Il fatto che oggi abbia liquidato in pochi minuti gli esiti di un appuntamento fondamentale è una dimostrazione, temo, dell’ennesimo buco nell’acqua a livello europeo. Forse in fondo se ne vergogna anche lui. Perché mentre il Fondo per la ripresa viene declinato al futuro e con contorni ancora tutti da definire, l’unica cosa certa è che tra pochi giorni sarà operativo il Mes con le sue condizionalita’ tutt’altro che light. C’è bisogno di liquidità subito e l’Italia non può più attendere i capricci della Germania e dei suoi satelliti. È tempo di mettere da subito in campo i BOT patriottici cinquantennali a zero tasse garantiti dalla Bce per sostenere le nostre imprese. In ogni caso aspettiamo i gruppi in aula domani mattina, dove abbiamo depositato un odg contro l’utilizzo del Mes che non lascia scampo a equivoci, sul quale tutti dovranno assumersi le loro responsabilità».

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