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Lady Macron e l’esasperazione del laicismo: “A scuola non si deve parlare di religione”

Di certo lady Macron non ha calzato il ruolo di première damme nell’indifferenza generale, soprattutto per la sua storia d’amore clandestina col premier francese di 25 anni più giovane.

Brigitte Trogneux, classe 1953, figlia della buona borghesia della provincia francese, aveva 39 anni quando incontrò per la prima volta l’alunno Emmanuel Macron di 15 anni, nella scuola cattolica dove la futura première damme insegnava francese.

La formazione cattolica, tuttavia, non ha arrestato la passione fra i due amanti segreti che oggi godono della stima dei loro sostenitori.

Gli anni passati tra pregiudizi e mormorii hanno sicuramente influito sull’attuale inclinazione secolarista della donna che, al contrario del marito, si è espressa sulla questione del velo indossato in gita scolastica da madri islamiche, questione che ha sollevato un vivace dibattito in Francia.

La first lady francese, infatti, il 14 ottobre, in visita in un collage parigino, ha ricordato che l’etica degli insegnati li ha portati ad una neutralità: «Non parliamo di politica. Non parliamo di religione a scuola» e ha aggiunto «sono laica e quindi a favore del secolarismo».

Le sue affermazioni hanno destato indignazione, soprattutto per quei vent’anni di insegnamento nelle scuole dei gesuiti. Anche il ministro della Pubblica Istruzione, Jean-Michel Blanquer, ha manifestato il suo dissenso, affermando che il velo non è desiderabile nella nostra società.

Brigitte, donna ostinata e attuale, pioniera dell’inconsueto, esempio di anticonformismo per eccellenza, in tempi di secolarismo cede al passo di arretratezza culturale verso la donna, dove la laicità degli occidentali, sintomo di tolleranza verso qualunque individuo, risulta solo l’espressione inoperosa verso quelle religioni che non lasciano spazio alla libertà femminile.

Filippa Tagliarino

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