Cronaca

La vita vale meno di una “tempesta emotiva”: pena dimezzata per un killer

L’ha uccisa per una “tempesta emotiva” e questa motivazione basta per fargli dimezzare la pena e fargli dimenticare l’ergastolo.

Basta una “tempesta emotiva” scatenata della gelosia a fare la differenza tra ergastolo e 30 anni di carcere. O almeno questo è quello che risulta dal caso Matei, di Rimini.

Olga Matei era una donna di 46 anni. È stata uccisa da Michele Castaldo di 57 anni. L’uomo aveva confessato l’omicidio in maniera spontanea, ammettendo di avere strangolato la donna a mani nude per un eccesso di gelosia.

Castaldo era stato condannato all’ergastolo. La pena si era già ridotta a 30 anni in primo grado. Ora la condanna è stata ulteriormente dimezzata perché la confessione è stata valutata positivamente e perché il perito psichiatrico che analizzò Castaldo lo definì vittima una «soverchiante tempesta emotiva e passionale».

In caso di buona condotta i 16 anni potrebbero ulteriormente diminuire: 45 giorni ogni semestre di condanna espiata. Questo nonostante sia stata dimostrata l’intenzionalità: “«ho perso la testa […] lei non voleva più stare con me. L’ho stretta al collo e l’ho strangolata”, raccontò Castaldo.

Ma l’ammissione di colpa non è bastata. E a quanto pare per una tempesta emotiva si può uccidere anche in maniera violenta, senza essere puniti poi troppo severamente.

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