Famiglia

La sindacalista femminista attacca il Congresso delle famiglie

Loredana Taddei, esponente della Cgil parla di spirito medievale e di aggressione ai diritti civili.

Non si placano le polemiche di certi ambienti laicisti verso il Congresso mondiale delle famiglie. La manifestazione, destinata ad attrarre esperti da tutto il mondo, avrà luogo a Verona durante il prossimo fine settimana. Da esponenti politici di sinistra a quelli del Movimento 5 stelle, passando per presunte “star” della tv come Barbara D’Urso, in tanti hanno attaccato pubblicamente la tre giorni in programma, decantando una vera e propria “narrazione mostruosa”. L’ultima, che stamattina si è stracciata le vesti senza magari conoscere i dettagli del Congresso è stata la femminista Loredana Taddei. Si tratta di un volto storico della sinistra sindacale, già esponente della Cgil e consulente dell’ex ministro Cesare Damiano. Oggi uno dei volti di punta del movimento “Se non ora, quando” che da anni porta avanti battaglie a favore dell’aborto.

La Taddei ha firmato un editoriale per “Huffington post” dove non ha lesinato critiche a organizzatori, programma e relatori. Così, una manifestazione per riaffermare il ruolo della famiglia nella società diventa un “attacco ai diritti umani, in clima medievale“.

“Uno zombie si aggira per l’Europa” scrive nel suo pezzo, accusando il Congresso di voler portare il vecchio continente indietro di alcuni secoli. Si parla degli esponenti politici che hanno dato il proprio “ok” alla tre giorni. Dai ministri Lorenzo Fontana e Marco Bussetti, al governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, passando per il sindaco di Verona Federico Sboarina. Tutti “colpevoli” di non essersi accodati alla disobbedienza civile tanto decantata dalla Taddei.

In conclusione, la sindacalista ha voluto lanciare un appello ai suoi commensali laicisti, affinché uniscano le forze contro la mentalità che ha dato avvio al Congresso. Un tentativo disperato di raccogliere qualche attenzione e magari trovare qualche nuovo posto al sole, sulla stampa o nella politica.

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