Bioetica

“La mia vita ha lo stesso valore di chiunque altro”, campagna contro l’aborto dei bimbi con la Sindrome di Down

La giovane attivista contro il regime di aborto liberale introdotto nell'Irlanda del Nord.

Le misure adottate dal Regno Unito, riguardo il regime di aborto liberale che consente di abortire i bambini non ancora nati, con la Sindrome di Down, hanno riscontrato un’enorme opposizione fra l’opinione pubblica.

Nel febbraio del 2019, gli attivisti per la sindrome di Down hanno chiesto che le leggi sull’aborto nel Regno Unito venissero modificate per porre fine alla discriminazione contro i bambini con disabilità ‘non fatali’.

L’attivista Heidi Crowter, da sempre in prima linea per i diritti di chi è affetto da Trisomia 21, con grande rammarico ha accusato il governo inglese di aver introdotto le loro stesse misure anche in Irlanda del Nord: «Hanno scelto di farlo. È offensivo. La mia vita ha lo stesso valore di chiunque altro».

La giovane attivista, così, ha deciso di alzare la voce sollecitando l’Assemblea dell’Irlanda del Nord a ripudiare tali misure discriminatorie contro quei bambini che fino alla nascita rischiano di veder cessare la loro esistenza: «Chiedo a tutti gli MLA di respingere i regolamenti di Westminster. Non votate per ulteriori discriminazioni contro persone come me. Non commettete l’errore che è stato fatto in Gran Bretagna nel consentire una tale barbaria. Per favore, lasciate che l’Irlanda del Nord continui ad essere un paese in cui le persone disabili siano apprezzate».

La Crowter ha anche scritto ai leader del partito Stormont, chiedendo: «Per favore, non lasciate che venga messa in atto una legge che metta fine alle vite sulla base della disabilità e impedisca a persone come me di venire al mondo».

Oggi, Heidi, ha lanciato una pagina di raccolta fondi per finanziare la campagna contro l’aborto dei bambini down, supportata dal gruppo elettorale ‘Don’t Screen Us Out‘ e dall’attrice Sally Phillips, il cui figlio ne è anche affetto.

La pratica degli aborti legalizzati tende inevitabilmente ad una discriminazione tra individui perfetti e malfatti. Un figlio, qualora risulti un prodotto difettoso, diventa vittima inconsapevole di uno scarto innaturale. Come un bene di consumo, un innocente viene selezionato al fine di soddisfare il cliente.

Filippa Tagliarino

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