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La Chiesa tedesca dichiara l’omosessualità “normale” e l’adulterio “non grave”

Il comunicato stampa diffuso il 5 dicembre illustra le linee di pensiero e le perplessità interne alla Conferenza episcopale tedesca sulla sessualità umana. Diversi i punti divergenti dal Catechismo della Chiesa Cattolica.

La Chiesa tedesca discute sulla sessualità umana e pare raggiungere posizioni che fino a qualche anno fa sarebbero state ritenute impensabili. In un comunicato del 5 dicembre, infatti, la Commissione per il matrimonio e la famiglia della Conferenza episcopale tedesca ha riportato le considerazioni, le conclusioni o i dibattiti aperti durate la consultazione dal titolo “La sessualità dell’uomo: come discuterne scientificamente e teologicamente e come valutarla ecclesiasticamente?”.  All’assemblea hanno preso parte non solo prelati ma anche sessuologi, teologi morali e dogmatici, e avvocati canonici, i quali si sono ritrovati a Berlino per discutere sulla delicata questione.

«La sessualità umana comprende una dimensione di lussuria, di procreazione e di relazioni» , concordano gli esperti, i quali si sono interrogati anche sul tema dell’omosessualità dichiarando che nessun orientamento sessuale può e dev’essere cambiato.

«C’era anche un accordo sul fatto che la preferenza sessuale dell’uomo si esprime nella pubertà e assume un orientamento etero o omosessuale – recita il comunicato stampa -. Entrambi appartengono alle normali forme di predisposizione sessuale, che non possono o devono essere modificate con l’aiuto di una specifica socializzazione».

Si tratta di una presa di distanza forte da quanto finora stabilito dal Catechismo della Chiesa Cattolica, che considera gli atti omosessuali contro le leggi della natura, disordinati dal punto di vista istruttivo e, dunque, non approvabili in alcun caso: «Chiudono l’atto sessuale al dono della vita. Non provengono da una vera complementarità affettiva e sessuale».

Il Catechismo continua esortando comunque al rispetto, alla tolleranza e all’accoglienza degli omosessuali e a condannare ogni sorta di discriminazione ad essi rivolta: «Il numero di uomini e donne che hanno tendenze omosessuali radicate non è trascurabile. Questa inclinazione, che è oggettivamente disordinata, costituisce per la maggior parte di loro una prova. Devono essere accettati con rispetto, compassione e sensibilità. Ogni segno di discriminazione ingiusta nei loro confronti dovrebbe essere evitato. Queste persone sono chiamate a compiere la volontà di Dio nella loro vita e, se sono cristiani, a unire al sacrificio della Croce del Signore le difficoltà che possono incontrare dalla loro condizione» (CCC 2358). Chiamati alla castità, gli omosessuali attraverso la preghiera, l’autocontrollo, l’amicizia e la grazia sacramentale possono avvicinarsi alla perfezione cristiana (CCC 2359).

Tuttavia, trattando di questioni così spinose, com’era naturale e prevedibile, su molti punti non si è raggiunto unanime consenso ma si è piuttosto aperta una discussione. È il caso, ad esempio, dell’uso di contraccettivi artificiali sia per sposati che per non sposati.

L’arcivescovo Heiner Koch di Berlino, capo della Commissione per la famiglia, e il vescovo Franz-Joseph Bode di Osnabrück hanno posto l’accento sulla necessità di una discussione basata su scienze umane e teologia, rimarcando sviluppi già rintracciabili nell’esortazione apostolica di papa Francesco ‘Amoris Laetitia’. I vescovi tedeschi, ad esempio, asseriscono che il documento affermi che «una relazione sessuale dopo un divorzio e un nuovo matrimonio non viene più generalmente considerata un peccato grave e, successivamente, un’esclusione generale dall’accoglienza dell’Eucaristia non è previsto». Si tratterebbe di un ridimensionamento del peccato di adulterio, insomma.

Non c’è netta rottura con la Chiesa di Roma, ma un certo grado di ribellione è senza dubbio diffuso.  La frangia più tradizionalista della Chiesa cattolica tedesca, ad esempio, ha nutrito forti preoccupazioni per via del mantenimento da parte della Conferenza episcopale tedesca del sinodo (la cosiddetta “via sinodale”) senza il permesso del Vaticano. Insomma, il timore – o, per alcuni, la speranza – di una chiesa nazionale tedesca si fa sempre più vivo.

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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