La Borsa arriva a tavola: le migliori azioni da comprare nel settore alimentare

di VoceControCorrente

Sul versante investimenti, sembrerebbe stia ritornando in auge un settore tradizionale come quello alimentare, anche se rivisitato secondo le nuove esigenze del pubblico.

Come indica un’analisi di Valeur, riportata da Corriere.it, l’alimentare dal 2014 ha fatto registrare in Borsa una crescita superiore al 54%, attirando di conseguenza molti investitori e “giocatori” in Borsa.

Alla luce dei continui cambiamenti del mercato, anche per i più esperti si fa sempre più ostico muoversi nel “mare magnum” della Borsa. É quindi opportuno affidarsi ad esperti del settore come Affari Miei, portale specializzato di finanza, che aiuta i lettori a comprendere meglio il mondo delle azioni e degli investimenti.

Sul sito vengono forniti utili consigli che spiegano qual è il momento migliore per agire, quali azioni acquistare e quali errori evitare.

Tra le aziende alimentari molto appetibili in Borsa spiccano colossi del calibro di Nestlé e Danone. Negli ultimi 3 anni hanno fatto registrare rispettivamente una crescita del 68,1% e del 37,7%.

A queste due si affiancano società che puntano al cibo salutare, come la francese Bonduelle.

Altra realtà emergente è Bakkafrost, società norvegese alimentare di lusso tra i primi gruppi di piscicoltura mondiale che basa la sua filosofia sulla produzione sostenibile, un tema molto caro in questo periodo.

Per quanto riguarda le grandi catene alimentari, negli Stati Uniti spicca un altro gigante, McDonald’s, che negli ultimi anni sta provando a raggiungere anche i consumatori vegani.

Altro colosso a stelle e strisce dell’alimentazione particolarmente appetibile è Starbucks. L’azienda sta moltiplicando i suoi punti vendita sparsi per il mondo e sta stringendo accordi con Nespresso, Nestlé e Uber per un’offerta tecnologica e di qualità.

La crescita dell’alimentare ha favorito lo sviluppo di un forte indotto. Ne sono esempi lampanti società italiane come Hera che si occupa della gestione dei rifiuti oppure Zignago Vetro, azienda impegnata nel trattamento delle acque e nel packaging di qualità basato sul design “made in Italy”.

Da segnalare la forte crescita della francese Veolia e della statunitense Waste Management, che si occupano della gestione dei servizi idrici e dei servizi ambientali.

Questa nuova tendenza di investire sui mercati alimentari è dettata dal fatto che entro il 2050 la popolazione mondiale dovrebbe crescere di 2 miliardi, quindi c’è un maggiore fabbisogno di cibo.

Nei paesi asiatici e nelle ex economie emergenti c’è un’attenzione crescente verso i prodotti alimentari premium. Le aziende “made in Italy” e quelle improntate sulla produzione sostenibile che fanno della qualità il loro punto di forza hanno quindi un canale preferenziale verso questi mercati.

A fare la parte del leone come mercato di riferimento è ovviamente la Cina che potenzialmente vanta un “pubblico” di oltre un miliardo di persone.

Danone e Nestlé hanno plasmato la loro produzione proprio sulle necessità del mercato cinese. Danone ha aumentato la distribuzione di latticini in Cina, una parte importante del suo fatturato annuo; Nestlé ha invece differenziato i prodotti ed i canali distributivi per soddisfare tutte le esigenze dei consumatori.

Statisticamente una famiglia della classe media cinese per la spesa alimentare spende 7 dollari al giorno, mentre negli Stati Uniti la spesa si aggira sui 97 dollari.

Si va verso un mercato sempre più globalizzato e livellato e questo gap è destinato a ridursi sempre di più.

Nel corso degli anni le aziende ed i mercati devono farsi trovare pronti ai nuovi cambiamenti per non essere tagliati fuori dalla nuova economica mondiale.

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