Cultura & Scienze

Junior Cally a Sanremo: il regolamento del festival sarà modificato?

Pioggie di polemiche per la partecipazione del rapper mascherato. Amadeus accusa il colpo ma non molla.

Su Sanremo è sempre polemica, si sa, ma quest’anno le patate bollenti si susseguono fino a perderne il conto e dopo il lancio di strali ad Amadeus – di colpo l’uomo più sessista d’Italia –  per le affermazioni su  Francesca Sofia Novello, fidanzata di Valentino Rossi abile a stargli un passo indietro, adesso nuove polemiche sorgono sulla partecipazione del rapper Junior Cally alla kermesse canora.

Naturalmente la vicenda si lega perfettamente alla prima, perché il mascherato Antonio Signore, nato a Roma nel 1991, è autore di brani e sfrontati senza mezzi termini. Nel mirino al momento c’è ‘Strega’, testo sconosciuto fino a qualche tempo fa infarcito di frasi sessiste verso la protagonista, brutalmente uccisa.

Le reazioni non si sono fatte attendere e sono giunte dalle più svariate categorie. «Sono i giovani sani di mente e ce ne sono tanti– scrive Ornella Vanoni su Twitter – che devono bloccare la partecipazione di Junior Cally perché questa è la musica che li dovrebbe rappresentare, è terribile, osceno».

Più misurato, invece, J-Ax  che fa riferimento all’invito rivolto nel 2001 a Eminem, che si presentò sul palco sanremese avendo appena pubblicato un pezzo dove raccontava alla figlia come aveva ucciso la madre: «Almeno Cally è in gara e non è pagato, allora di cosa stiamo parlando? Eminem diceva cose più pesanti di Junior Cally ed erano tutti a rincorrerlo, mi sembra una cosa da poveretti anche perché una canzone è una canzone così come un film è un film. Ci sono mille motivi per cui un artista sente di dire certe cose, io non ho mai usato certi cliché del rap, ma a volte li si usa». La violenza dei testi è insita nel genere, dunque: «Dico solo che se hai bisogno del rap al Festival, perché è il genere che tira, allora non ti lamentare ipocritamente».

Anche Levante, in gara col brano ‘Tiki Bom Bom’, difende Junior Cally con simili argomentazioni: «Junior Cally ha un linguaggio molto esplicito e a tratti violento, ma il rap lo conosciamo dagli Anni 80 e nel 2001 Eminem fu invitato come super ospite con testi molto più forti di quello, andate a tradurvi Stan, il suo singolo più famoso e poi ne parliamo. Mi sembra che l’attenzione si stia focalizzando sulla questione femminile anche in maniera offensiva per chi viene veramente discriminata. Non sono i testi di Junior Cally a dover creare una polemica di questa portata. Dovremmo parlare con lo stesso vigore di problemi ben più importanti».

LEGGI ANCHE: In Brasile “abbiamo visto la mano di Dio”.

Difeso anche Amadeus: «Amadeus l’ho conosciuto ed è una persona lontanissima dal sessismo. Il problema semmai sta nel linguaggio comune che deve cambiare. Ama ha detto una frase infelice? E’ vero, ma metterlo in croce non mi sembra il caso. Sono contraria al mettere le persone all’angolo e qui sta avvenendo questo, forse anche per altri motivi».ù

Gli attacchi al conduttore non sono giunti solo dal mondo dello spettacolo. Avvenire, quotidiano della Cei, insinua il sospetto di una polemica suscitata ad arte perché, come sempre, il Festival vale oro, mentre Marcello Foa, presidente della Rai, chiede al conduttore di riportare il Festival nella sua giusta dimensione: «Forte irritazione per scelte che vanno nella direzione opposta rispetto a quella auspicata.. Il Festival, tanto più in occasione del suo 70.esimo anniversario, deve rappresentare un momento di condivisione di valori, di sano svago e di unione nazionale, nel rispetto del mandato di servizio pubblico. Scelte come quella di Junior Cally sono eticamente inaccettabili per la stragrande maggioranza degli italiani».

La politica è insorta: ventinove deputate capitanate da Laura Boldrini hanno chiesto le pubbliche scuse di Amadeus all’inizio del Festival e la riaffermazione dell’impegno della Rai nella lotta contro la violenza e le discriminazioni di genere. «Risulta del tutto incomprensibile che il servizio televisivo pubblico promuova un modello diseducativo di donna bella e disposta a occupare ruoli di secondo piano per non fare ombra al proprio compagno famoso» recita la lettera in riferimento alla conferenza stampa. In merito a Junior Cally, invece: «I suoi testi sono pieni di violenza, sessismo e misoginia, appare evidente che la direzione artistica di Sanremo sia in palese contrasto con il contratto di servizio della Rai».

Le etichette politiche sono saltate: anche  Lega, M5S, Forza Italia ed UDC si sono unite nel chiedere chiarezza alla Commissione di Vigilanza Rai, alla quale si è rivolta anche Laura Moschini, cofondatrice dell’Osservatorio di genere della Università Roma Tre. «Ritengo che la Rai dovrebbe svolgere un ruolo importantissimo nel contrastare la violenza contro le donne – ha scritto su Facebook -. Ma quanto meno esigo possa evitare di fomentarla dando spazio a questi cantanti».

E Junior Cally? Lo staff del diretto interessato ha dichiarato: «Due sono le cose: o si accetta l’arte del rap, e probabilmente l’arte in generale, che deve essere libera di esprimersi, e si ride delle polemiche. Oppure si faccia del Festival di Sanremo un’ipocrita vetrina del buonismo, lontana dalla realtà e succursale del Parlamento italiano. Non capiamo, inoltre, se la polemica sia di carattere musicale o politica: della partecipazione di Junior Cally a Sanremo si ha notizia dal 31 dicembre e tutti i suoi testi sono disponibili sul web. Mentre del testo di ‘No grazie’ selezionato al Festival di Sanremo e delle sue rime antipopuliste si è venuti a conoscenza solo il 16 gennaio. Il giorno dopo, per pura coincidenza, si accendono polemiche legate a canzoni pubblicate da anni in un età in cui Junior Cally era più giovane e le sue rime erano su temi diversi da quelle di oggi».

Intanto, abbandonato da chi ne aveva inizialmente accettato l’invito e divenuto bersaglio degli strali di mezza Italia, Amadeus avverte il colpo ma non molla. Il direttore artistico e la commissione musicale hanno il compito di valutare il brano presentato e di assicurarsi, tramite l’ufficio legale, che ci siano  i requisiti richiesti.  Entrare nel merito dei precedenti della carriera del cantante non rientra nelle competenze previste dal regolamento che dovrebbe, quindi, essere modificato.

LEGGI ANCHE: Salvini al citofono, duro attacco di Fabio Volo.

Tag

Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close