Joshua Wong, il leader della protesta di Hong Kong: “Per me la Bibbia è di grande ispirazione”

di VoceControCorrente

«Per me la Bibbia è di grande ispirazione. Ho diversi modelli, ma soprattutto la Bibbia». Così Joshua Wong, il leader della protesta di Hong Kong, durante un collegamento via Skype con la Fondazione Feltrinelli, per partecipare all’incontro Hong Kong Democracy, avvenuto ieri sera a Milano.

Fra i personaggi biblici Wong seleziona proprio il condottiero Giosuè, Joshua, per il «suo coraggio e la sua determinazione: lui è per me un grande riferimento, una grande figura, che mi fa capire il concetto della speranza e del lottare per i propri obiettivi», ha proseguito.

Wong ha spiegato di avere «23 anni» ma di «leggere molti testi» e di essersi dedicato «all’attivismo da quando ne aveva 15»: «Avrei dovuto laurearmi lo scorso anno ma visto che sono stato incarcerato tre volte e arrestato otto, non ho finito gli studi», ha aggiunto.

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JOSHUA WONG E LA CINA

Joshua Wong non ha avuto il visto per venire in Italia: «Il ministro italiano Di Maio mi ha deluso quando ha parlato dei diritti umani a Hong Kong. Ha detto di non voler interferire con i fatti di altri Paesi, ma ha tralasciato le brutalità della polizia» e ha invitato l’Italia «a fare attenzione, a non affidarsi troppo al rapporto commerciale con la Cina».

Lo studente ha fatto anche «appello ai leader politici italiani perché si ricordino che stiamo lottando per una nobile causa».

Wong ha criticato aspramente il governo di Pechino, a cui ha voluto ribadire di «non essere un fantoccio di Washington. Non ho mai accettato alcun tipo di donazione dagli Usa o da altri Paesi stranieri, rifiuto ogni tipo di finanziamento».

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L’obiettivo a breve termine, ha ricordato, è stato raggiunto, ovvero il ritiro della legge sull’estradizione verso la Cina voluto da Pechino, all’origine delle proteste. Ora la richiesta del movimento è duplice: e cioè «avere elezioni veramente libere e punire le brutalità della polizia», che secondo Joshua Wong ha commesso veri e propri «crimini di guerra» perché hanno assaltato ›ospedali e università» e «picchiato anche donne incinte».

«Il governo di Hong Kong non sta usando lo Stato di diritto ma i gas lacrimogeni», ha detto il leader delle proteste studentesche, ricordando anche che finora ci sono stati 5000 arresti.

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