Storie

Jimmy Butler, campione NBA: “Credo fermamente in Dio. Non avrei potuto scrivere questa storia da solo”

Cacciato di casa a soli 13 anni, Butler riconosce l'intervento di Dio nella sua vita

Credo fermamente in Dio. E lo adoro. Cerco di andare in chiesa tutte le domeniche. Leggo costantemente la Bibbia, perché so che non avrei potuto scrivere questa storia da solo“. A parlare è Jimmy Butler, campione NBA e protagonista della finale che ha visto nei giorni scorsi i Miami Heats fronteggiare i Los Angeles Lakers.

Quella che Butler definisce “questa storia” è proprio la parabola della sua vita, che lo ha visto muovere i primi passi in mezzo a sentieri incerti che avrebbero sicuramente potuto avere un esito diverso per lui.

Figlio di una ragazza madre, abbandonata dal partner prima ancora che il piccolo nascesse, Jimmy a soli 13 anni si è trovato in mezzo ad una strada perché cacciato dalla madre, che lo riteneva un teppista. Jimmy, però, ha sempre cercato di stare alla larga da loschi giri, persino quando l’unico tetto sulla sua testa è diventato un cartone sotto un ponte.

La madre  di un suo amico così lo prende a cuore fino ad adottarlo: Jimmy Butler riacquista un equilibrio e la sua vita prende tutt’altra direzione rispetto a quella che avrebbe potuto avere.

Le sue parole oggi mettono in luce la riconoscenza verso Dio, che persino davanti all’abbandono di padre e madre è riuscito a riscattarlo dandogli un roseo  futuro: “Le persone che tengo costantemente nella mia vita sono lì per via di Dio, perché mi conosce e sa che ho bisogno d’aiuto. E Lui mette sempre qualcuno nella mia vita per aiutarmi“.

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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