Islamismo politico: il governo francese chiude luoghi di culto, negozi e scuole musulmane

di Gina Lo Piparo

A dare l’annuncio il segretario di Stato francese all’Interno Laurent Nunez, che ha specificato: «Questo islamismo politico non va, però, confuso con l’Islam».

Luoghi di culto, rivenditori, scuole, esercizi commerciali, associazioni: una quindicina di quartieri di diverse città francesi hanno visto la chiusura delle suddette attività in quanto alimenterebbero l’islamismo politico e il comunitarismo.

È stato il segretario di Stato all’Interno Laurent Nunez ad annunciare il provvedimento, dando precisa numerazione dei luoghi colpiti. Si tratta di circa 130 mescite di bibite, 12 luoghi di culto, 9 associazioni, 3 scuole e 20 negozi, ai quali è stato intimato di sospendere le proprie attività. Nessuna specifica, invece, circa la durata del provvedimento di chiusura né sulla localizzazione delle realtà coinvolte.

«Lottiamo contro l’islamismo politico che lascia pensare che la legge di Dio è superiore a quella della Repubblica» ha dichiarato, all’emittente televisiva France 2, il segretario di Stato francese, precisando che «questo islamismo politico non va, però, confuso con l’islam».

L’atmosfera sul tema in Francia si fa sempre più calda. Dopo l’approvazione del divieto al velo per le madri che accompagnano in gita scolastica i figli, nuovi dibattiti si agitano sulla partecipazione di liste comunitarie alle elezioni previste per il mese di marzo.

All’esplicita richiesta avanzata in Senato da Bruno Retailleau, capogruppo di Les Re’publicains, Nunez ha per il momento dichiarato: «Francamente non siamo arrivati al punto di vietarle». Per ora il governo chiude la porta alla richiesta del partito di destra, il quale avanzerà una proposta di legge per precludere la candidatura di tali liste al voto.

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