Approfondimenti

L’Islam e il rapporto con la società

(di Francesco Maggio) Con un’immigrazione o “invasione” islamica tanto evidente sotto gli occhi di tutti, sembra essere entrato contemporaneamente anche lo spirito ostile che accompagna l’ingresso del’Islam in Europa. In molti stiamo notando un accrescere di pari passo dello spirito antisemita ma dalle dimensioni più gigantesche… Quasi ogni giorno infatti si può cogliere qualche news di persone sempre più frequentemente negare l’Olocausto – ma con un disprezzo vendicativo verso lo Stato di israele e, dai recenti fatti di cronaca, senza risparmiare ai cittadini europei Ebrei crudeli attacchi belligeranti.
Quanto finora solo accennato da la percezione che qualcosa s’ha da fare collettivamente in difesa e nei confronti di cittadini europei Ebrei…tanto che recentemente si è scomodato perfino il Presidente della Repubblica nel suo recente discorso contro l’antisemitismo. Andrà peggiorando? Naturalmente ci rifiutiamo categoricamente di associare l’immigrazione con la recrudescenza dell’antisemitismo verso i cittadini europei Ebrei.

Islam religione di guerra

Stando alla storia, agli Hadith, e al libro biografico di Maometto (ps: raccomando la lettura – titolo originale Sirat rasul allah), la storia dell’Islam è pregnata di sangue, non soltanto contro i Figli di Israele, ma anche contro i non musulmani, (a prescindere se religiosi o non) anche in Europa.

Quanti leggendo fin qui non continuerebbero a leggere? Sarebbe molto più facile diventare popolari, accetti e invitati esprimendo pace e sicurezza con tutti. Il problema “Islam” non presenta un quadro sereno e piacevole per il futuro dell’Europa, tuttavia ogni cristiano dovrebbe interrogarsi du questo proposito. Anche Gesù, quelle volte in cui i suoi discepoli gli chiesero cose riguardanti gli accadimenti delle cose future (es. Marco 13) non si tirò indietro dall’annunziare loro, anche minuziosamente, quel che sarebbe accaduto. La battaglia delle epoche si sta configurando e noi, come credenti possiamo leggere il presente, poi scegliere, affrontarlo o ignorarlo.

La guerra tra due civiltà Islam e Cristianesimo è iniziata molto tempo fa – tra quella basata sulla Bibbia e la civiltà basata sul Corano. E questo deve essere ribadito!
Non vi è un Islam buono ed un Islam cattivo, come spesso udiamo certuni. Vi è solo l’Islam!
La questione invece è come il Corano viene interpretato, da chi…da quanti.. e quando verrà impugnato…e per quanto tempo il clero Islamico sceglierà di congelarlo prima di re-impugnarlo!

Però, all’improvviso, osserviamo che i più grandi interpreti dell’Islam e opinionisti improvvisati come tali sono diventati i politici del mondo occidentale.

Questi politici (meglio sarebbe chiamarli politicanti) affermano che vi sia un “Islam buono” e un “Islam cattivo”, e “non abbiamo nulla da temere”. Purtroppo non sanno leggere una sola parola di arabo, né hanno mai letto qualche versetto del Corano in italiano e, soprattutto, non anno mai vissuto come cristiani o cattolici nel mondo arabo, e se ci sono stati è stato per turismo.

Vedete, tutto è stato così da loro ben spiegato con un linguaggio politicamente corretto, che di fatto la verità è andata perduta. Per esempio, quando noi parliamo dell’Islam in Occidente, tendiamo a farlo con il nostro linguaggio e la nostra inclinazione politicamente corretta. Noi parliamo dell’Islam in termini di democrazia e di fondamentalismo, e tutto il genere di termini tratti dal nostro vocabolario. Non dobbiamo usare per una cultura o una civiltà diversa il linguaggio di un’altra cultura! Per l’Islam, è doveroso utilizzare il linguaggio dell’Islam.

Islam è Partito-Stato che possiede nel suo DNA un’ideologia utilizzata e creata per dare un sistema di leggi ad individui, società e nazioni con il quale regolare i comportamenti; ci si deve comportare secondo le regole della Sunna, le quali sono dettate (nel senso di poste in essere) dal Corano. Islam é intrinsicamente costituito del 95% da un codice giuridico socio-politico-religioso. Come era l’ideologia di Hitler (Mein Kampf), di Mao (Libro Rosso), di Gheddafi (Libro Verde) lo è il Corano.

L’Islam: nato per dominare

Ora guardiamo all’essenza dell’Islam. L’Islam è nato con l’idea che tutte le religioni siano sottomesse al suo dominio e quindi dover governare il mondo.

Nel Corano in italiano, vi leggiamo: “Egli è Colui (Allah) che ha inviato il suo messaggero con la guida e la Religione della verità, onde farla prevalere su ogni altra religione, anche se ciò dispiace agli associatori” (ps: per “associatori” nel Corano si intendono i “trinitari”, i cristiani). Sura 9:33

Quindi attraverso la conquista del potere e attraverso ogni mezzo, a cominciare dalla violenta sottomissione.
Il Corano vede il mondo diviso in due metà – come una mela divisa: Dar-al-Islam e Dar-al-Harb. Ogni singola persona che inizia a studiare il Corano lo sa molto bene. Vi è una parte del mondo che già vive sotto le regole Islamiche e una parte che si suppone finirà sotto le regole Islamiche nel futuro, anche con le cattive maniere!
Il mondo è descritto in termini di Dar-al-Islam (la casa del’Islam) – quella prima metà dove l’Islam governa – e l’altra parte chiamata Dar al-Harb – “la casa della guerra” perché appartenente ai non musulmani. Dalla prospettiva Islamica, questa “casa della guerra” nel futuro deve essere conquistata tutta per Allah! Il mondo continuerà ad essere nella “casa della guerra” fino a quando non finirà sotto il governo Islamico. Questa è la norma. Perché? Perché come vi si legge nel Corano:
“Combatteteli dunque finché non ci sia più politeismo e la religione sia tutta per Allah. Se poi smettono, ebbene Allah ben osserva quello che fanno”. (Corano 8:39)

Allah ha mandato il suo messaggero e il Corano con la vera ed unica religione al fine di dominare su tutte le altre religioni.

Combattere Giudei e Cristiani è il passatempo del Jihad

Jihad= Qui non si tratta di esercizi o di neologismi intorno al significato delle parole. Il Corano parla di guerra, tratta la guerra armata, non ci sono sofismi come si ode comunemente intorno alla differenza fra guerra armata e guerra di parole, né guerreggiare, resistere contro le tentazioni.
Cosa succede se Giudei e Cristiani non vogliono vivere sotto le leggi dell’Islam? In tal caso l’Islam deve combatterli (ucciderli) ed un tale conflitto rientra in via naturale nel Jihad. Jihad significa guerra contro popoli nn musulmani che non vogliono accettare il superiore governo Islamico. Questo è il Jihad!

La legge Hanbali

All’interno della visione Islamica di questo mondo, vi sono regole che governano la vita dei musulmani stessi, e queste regole sono molto rigorose. Nei musulmani radicalizzati, non vi è alcuna differenza tra le varie scuole di legge. Nel corso dei secoli l’Islam ha vissuto differenti prospettive a seconda della interpretazione del Corano che in un dato momento ha prevalso.

La scuola di legge Islamica chiamata Hanbali è estremamente rigorosa, ed è quella che sta dietro le potenze terroriste.

Anche se ci si riferisce all’esistenza di altre scuole Islamiche di legge, quando si parla di combattere contro i giudei o di combattere contro i cristiani, allora è la scuola di pensiero Hanbali (il fondatore che porta lo stesso nome, è vissuto un secolo dopo Maometto) che viene eseguita. Tra i più recenti hanbaliti va infine annoverato Muhammad ibn ʿAbd al-Wahhāb (XVIII secolo), fondatore del wahhabismo, che ispirò il movimento che contribuì sostanzialmente alla formazione della moderna Arabia Saudita. Questo approccio radicale all’Islam ha i suoi principali rappresentanti nei “Fratelli Musulmani”, il Wahhabismo ed i salafiti (Isis, Al Qaeda, Boko Haram, Al-Shabaab, ecc).

UN TERRITORIO OCCUPATO DALL’ISLAM NON PUÒ MAI PIÙ ESSERE LIBERATO

Questa civilizzazione ha creato una regola fondamentale molto importante circa il territorio. Ogni territorio che finisce sotto il governo Islamico non può più essere de-Islamizzato. Anche se di tanto in tanto, il nemico (non musulmano) riconquistasse il suo territorio che è stato sotto il controllo governativo Islamico esso è considerato a tutti gli effetti terra da riconquistare per Allah, perpetuamente Islamico. Questo spiega perché ogni qualvolta si parla del conflitto arabo/israeliano, si parla di territorio, territorio e ancora territorio. Vi sono anche altri aspetti nel conflitto, ma il territorio è fra i più importanti.

La civilizzazione cristiana non viene vista solo come un contendente religioso, ma anche come una diga che si oppone all’Islam nel raggiungere gli scopi finali per i quali è stato creato. L’Islam è stato creato per essere l’esercito armato di Allah. Il Corano esige che ogni singolo musulmano sia un soldato per l’Islam. Ogni singolo musulmano che quindi muore combattendo per la diffusione dell’Islam è un shahid (martire), non importa come muore, perché – e questo è molto importante – questa è una guerra eterna tra due civiltà. Non è una guerra che può arrestarsi. Vi è la guerra perché essa è stata voluta da Allah del Corano. L’Islam soltanto deve regnare. Questa è una guerra che non avrà fine (o meglio avrà una fine, ma alla fine dei tempi).

La pace può esistere solo all’interno di un mondo Islamico; la pace può esserci solo nella stessa setta. Con il mondo non-musulmano o con i contendenti non-musulmani ci può essere solo una soluzione politicamente corretta – né un cessate fuoco (o tregua temporanea) troppo prolungato almeno finché il musulmano acquisterà col tempo maggiore potenza. La pace può verificarsi solo se la parte musulmana vince. E questa idea del cessate il fuoco si basa su un precedente storico importante, al quale, incidentalmente, si è riferito Yasser Arafat allorquando aveva firmato gli accordi di Oslo per una tregua con Israele (nel 1994) con la mediazione dell’allora Presidente Clinton.

GLI ACCORDI SONO FATTI PER ESSERE STRACCIATI

Alcune settimane dopo gli accordi di Oslo, Arafat andò a Johannesburg, e in una moschea di quella città fece un discorso nel quale si scusava dai sei fratelli dicendo “Pensate che io abbia firmato seriamente con i giudei qualcosa che sia contrario alle regole dell’Islam?”. Si veda qui.

Arafat ha così continuato, “Non è così, io sto facendo esattamente quello che ha fatto il profeta Maometto”. Arafat si riferiva allo storico “Trattato di Hudayybiyah” cioè precisamente quando Maometto fece credere di rinunciare alla conquista di Mecca (in realtà si trattava di politica e di gestione della crisi). Ricorse alla tattica della Takya – la bugia tattica! Una beffa inquietante quando non sai se poterti fidare davvero.

Qualunque cosa il profeta sia supposto di aver fatto diventa un precedente e quindi Legge. Il profeta aveva fatto un accordo (ricorrendo alla pratica della Takya: ricorrere alla bugia Islamica per guadagnare tempo e risorse fino a sferrare l’attacco decisivo contro gli infedeli impreparati, promessa che strappò poco dopo e in tal modo di sorpresa conquistò la città di Mecca. Ovviamente, trovò un qualche tipo di pretesto. Perciò, nella giurisdizione Islamica, ciò è divenuto un precedente legale con il quale si afferma che è permesso di fare pace per “gestire la crisi politicamente”. In secondo luogo alla prima circostanza in cui si è in grado, bisogna rinnovare il Jihad [ ovvero “rompendo” l’accordo] anche colpendo di sorpresa il nemico dell’Islam.

Bisogna intenderci: quando si parla di guerra e di pace, non si sta parlando in termini occidentali. Bisogna parlare di guerra e di pace secondo la retorica in termini Islamici.

Che cosa farà accettare all’Islam un cessate il fuoco? Solo una cosa – se il nemico sarà troppo forte!! È una scelta tattica (Takjya). Qualche volta, l’slam deve accettare un cessate il fuoco nelle condizioni più umilianti. E’ concesso perché Maometto accettò un cessate il fuoco in condizioni umilianti.

Quando i governanti occidentali sentono queste cose, essi rispondono: “Ma cosa state cianciando? Voi siete rimasti al Medioevo. Voi non capite i meccanismi della politica”.

Non vi sono meccanismi della politica, dove vi è l’ come interlocutore. E non abbiamo ancora visto la fine di tutto ciò, perché nel momento in cui una potenza radicale Islamica disponesse di armamenti, atomici, chimici o biologici, li userebbe.

Ora, siccome siamo di fronte ad una guerra, potrebbe accadere anche in Italia quanto è accaduto in quella chiesetta cattolica in Francia a quel povero prete assassinato dai radicali 3 anni fa? Nello stesso tempo non si deve gettare discredito su tutti i musulmani nel mondo perché molti di loro, nel loro silenzio, non condividono né approvano il terrorismo di matrice Islamica, però tacciano nel terrore di essere accusati di alto tradimento dell’Islam.
La Bibbia chiama i cristiani a vegliare e restare sobri (Tessalonicesi 5:1-10)

Francesco Maggio
Esperto del dialogo con l’Islam

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button
Close