Iran: nove cristiani condannati per aver lasciato l’Islam

di Filippa Tagliarino

Matthias Haghnejad, leader della chiesa iraniana, e altri otto cristiani sono stati condannati a cinque anni di carcere dopo una breve udienza.

Il pastore Matthias Haghnejad è stato arrestato dalla temibile guardia rivoluzionaria islamica a seguito di un culto religioso lo scorso febbraio, mentre gli altri credenti, Shahrouz Esiamdoust, Babak Hosseinzadeh, Behnnam Akhlaghi, Mehdi Khatibi, Mohammed Vafadar, Kamal Naamanian, Hosseini Kadivar (Elisha) e Khalil Dehghanpour sono stati arrestati nella città costiera di Rasht all’inizio del 2019.

Questo è ciò che fa sapere il gruppo di difesa di Christian Solidarity Worldwide (CSW), che lavoro per conto dei cristiani perseguitati per motivi religiosi.

La conferma della loro condanna è arrivata pochi giorni dopo la fine dello sciopero della fame di un altro pastore condannato, ovvero Yousef Nadarkhani, che sta scontando una pena di dieci anni per le attività della chiesa.

La sua protesta ha avuto inizio proprio il 23 settembre per sottolineare il disagio dei bambini cristiani, da sempre penalizzati dalle autorità educative che non ne riconoscono la fede cristiana. In una lettera, ha fatto sapere che il suo sciopero è «il grido di un padre ingiustamente imprigionato».

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I nove cristiani hanno subìto un processo, il cui giudice, Mohammed Moghisheh, li ha accusati di essere degli apostati, termine usato per lasciare l’Islam, definendo la Bibbia un falso. Attualmente, i malcapitati stanno facendo appello alle loro convinzioni, anche se parte di loro e il pastore Haghnejad sono già stati incarcerati.

Il direttore generale del CSW, Mervyn Thomas ha ora richiesto il rilascio immediato e incondizionato dei nove uomini e di tutti coloro che stanno dietro le sbarre per il loro credo.

Secondo diverse fonti religiose e attivisti cristiani, le detenzioni fanno parte di una più ampia repressione nei confronti di cristiani che esercitano nella nazione islamica. L’apostasia e la diffusione del cristianesimo, spesso, portano a lunghe pene detentive e, addirittura, alla pena di morte in Iran, dove su 82 milioni di abitanti, solo 117.700 sono cristiani, molti dei quali ex musulmani scampati alle rigide regole islamiche.

FILIPPA TAGLIARINO

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