Gender

“Ingiusto giocare contro le trans”: cacciata dall’associazione LGBT

Cortocircuito gender: un’associazione LGBT “elimina” una sua ambasciatrice perché ha espresso un pensiero diverso.

O accetti tutto, o non sei nessuno. Questo sembra essere il gioco di potere alla base della Athlete Ally, associazione di tennis pro-lgbt che ha cacciato Martina Navratilova, che aveva definito ingiusto giocare contro tenniste trans.

La Navratilova supporta di fatto le cause LGBT, ma ha sostenuto una posizione lontana dall’ipocrisia arcobaleno. Fondamentalmente per la tennista americana (18 titoli in singolo del Grande Slam) sarebbe ingiusto competere con persone che sono biologicamente uomini.

Un’affermazione più che corretta, ci sarebbe da pensare. E invece no: questa frase ha creato un cortocircuito. Non importa se la Navratilova sostiene le cause gay, se pensa questo non merita di essere ambasciatrice. È stata cacciata praticamente subito.

Alla base della cacciata c’è una motivazione piena di “finte” buone intenzioni: “Siamo fermamente contro chi perpetua attacchi contro la comunità trans, indipendentemente da chi sia o da quanto ha vinto”. Ma quello della Natratilova non si può assolutamente definire un attacco.

Difatti la giocatrice aveva dichiarato: “Sono felice di rivolgermi a una donna transgender in qualsiasi forma preferisca, ma non sarei felice di competere contro di lei”. Semplice e senza nessun tipo di odio o fobia. L’ennesima dimostrazione che per ricevere attenzione ci si attacca davvero proprio a tutto.

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