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Infermiera costretta a partecipare a un aborto: durissima la reazione di Donald Trump

In un ospedale del Vermont un’infermiera è stata costretta ad assistere una procedura di aborto contro la sua coscienza ma l’amministrazione di Donald Trump ha subito reagito.

L’amministrazione del presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, ha inviato un avviso di violazione nei confronti di un ospedale del Vermont perché un’infermiera sarebbe stata costretta a partecipare attivamente a un aborto nonostante la sua obiezione di coscienza.

Il Dipartimento per i diritti civili (HHS) ha comunicato mercoledì scorso – 28 agosto – che il Centro medico dell’Università del Vermont ha violato uno statuto federale sulla protezione della coscienza individuale.

In particolare, il Dipartimento HHS ha citato i Church Amendments (gli emendamenti della Chiesa), una parte del codice degli Stati Uniti creato negli anni 70 che protegge le persone e le entità contrarie all’aborto.

È stato anche scoperto che l’UVM Medical Center (UVMMC) ha attuato politiche discriminatorie che assegnano o richiedono ai dipendenti dell’ospedale di assistere le procedure di aborto anche dopo avere dichiarato le proprie obiezioni religiose o morali.

Quindi, mediante la lettera di notifica della violazione si chiede all’ospedale di conformare le sue politiche agli emendamenti della Chiesa e «intraprendere azioni correttive» altrimenti corre il rischio di «affrontare potenziali azioni da parte dell’HHS da cui l’UVMMC ha ricevuto finanziamenti federali».

In poche parole, se l’ospedale del Vermont non dovesse modificare le proprie politiche per conformarsi agli statuti federali entro 30 giorni dalla ricezione dell’avviso, potrebbe subire la perdita dei fondi federali.

«Forzare il personale medico ad assistere all’aborto causa loro un danno morale che non è solo inutile e sbagliato ma viola la legge federale» ha dichiarato il direttore del Dipatimento della Salute e dei Servizi Umani (OCR) Roger Severino in una nota.

«Siamo pronti ad aiutare l’UVMMC a cambiare le politiche e le procedure per rispettare i diritti di coscienza e porre rimedio agli effetti della sua discriminazione», ha aggiunto.

Dal canto suo, però, l’ospedale del Vermont contesta le accuse dell’infermiera – di cui non è stato diffuso il nome – tramite il presidente ad interim Stephen Leffler che alla NPR (National Public Radio) ha dichiarato che «le accuse non sono supportate dai fatti».

Il dottor Leffler ha anche fatto sapere che l’ospedale si è offerto di incontrare l’OCR per discutere su come gestiscono le questioni legate alla coscienza e le obiezioni a compiere gli aborti. Tuttavia, «invece di incontrarci hanno scelto di procedere con quest’azione».

Al di là, insomma, delle accuse e delle difese delle parti in causa, notizie come queste dimostrano che l’amministrazione di Donald Trump sta facendo di tutto per evitare l’anarchia negli ospedali sul tema dell’aborto.

Leggi anche: New York contro Trump, il Comune stanzia soldi per sostenere l’aborto.

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