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India, proteste per post blasfemo contro Maometto: 3 morti

La polizia indiana ha sparato sulla folla a Bangalore, in India. I dettagli.

La polizia indiana ha sparato sulla folla a Bangalore, in India, durante una violenta protesta ieri sera – martedì 11 agosto – contro un post su Facebook ritenuto blasfemo uccidendo tre persone. Lo ha riportato la BBC.

Migliaia di dimostranti si sono radunati davanti ad una stazione di polizia e all’abitazione di un politico locale – parente di un uomo accusato di avere scritto sul social frasi ‘offensive’ nei confronti del Profeta Maometto – ed hanno incendiato alcune vetture e attaccato la polizia. Gli agenti hanno risposto prima con gas lacrimogeni per disperdere la folla e poi hanno aperto il fuoco. Negli scontri almeno 60 poliziotti sono rimasti feriti. L’autore del post è stato arrestato insieme a circa 110 dimostranti.

Come riportato dall’Ansa, secondo le autorità del distretto, quando il post è diventato virale, quasi mille persone si sono riunite davanti all’abitazione di R. Akhanda Srinivasamurthy, parlamentare del partito del Congresso parente dell’autore del post, hanno cercato di bruciare la casa del politico e si sono scontrate violentemente con gli agenti di sicurezza intervenuti sul posto per difenderlo.

Quando è arrivata la notizia che Naveen, il giovane nipote che aveva firmato la frase, era stato arrestato, la folla ha assaltato la sede del Commissariato, devastandola, e appiccato fuoco a varie automobili degli agenti. La polizia ha risposto sparando a vista e lanciando lacrimogeni: i tre uccisi sono morti infatti per ferite da armi da fuoco.

Il Commissario di polizia Kamal Pant ha dichiarato al quotidiano The Hindu: «Se non lo avessimo protetto, la folla avrebbe linciato Naveen. È triste aver dovuto ricorrere alle armi, ma non c’erano alternative».

Mentre la folla si accaniva contro il Commissariato, altre migliaia di giovani davano vita a catene umane attorno ai templi hindu per proteggerli. Dopo il ritorno della calma, nella zona è stato imposto il coprifuoco, mentre oltre 110 persone sono state arrestate. Secondo le autorità, si è sfiorato il rischio di violenze e proteste più estese.

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