Esteri

India: assalto ad un gruppo di cristiani. Colpiti 12 bambini.

Nuova aggressione contro i cristiani dell’India, nuove violenze ai danni dei più deboli. Anche stavolta, infatti, tra le vittime dell’assalto degli estremisti indù ci sono dodici bambini ferocemente colpiti e minacciati, durante una riunione di preghiera in casa.

L’accaduto – riferito da Info Chrétienne – ha avuto luogo il 19 gennaio nell’India meridionale. Attorno alle sette del mattino, un gruppo di credenti si era riunito per pregare, quando una ventina di assalitori indù ha fatto irruzione scagliandosi sui presenti.

«Hanno colpito mio figlio di 15 anni allo stomaco e anche altri bambini sono rimasti feriti. Sono stati buttati a terra, colpiti alla schiena. Mio zio e mio marito hanno provato di tutto per proteggere le loro donne e bambini, ma gli uomini erano molto aggressivi e fisicamente più forti. I bambini continuavano a guardarci, in lacrime, hanno chiesto il nostro aiuto»

Il tragico racconto di Mary Bellamy non ha bisogno di ulteriori commenti. Prima di lasciare l’abitazione, gli indù hanno minacciato: «Se veniamo a sapere che hai lasciato la tua casa e ne hai parlato con qualcuno, daremo fuoco alle tue case e ti bruceremo a morte»

Terrorizzate, le vittime sono rimaste in casa per tutto il giorno, fino all’arrivo della polizia alle 19. Paradossalmente gli stessi aggressori erano andati a sporgere denuncia contro di loro, in un clima favorevole di ostilità ai cristiani da parte delle forze dell’ordine.

«L’ufficiale di polizia ci ha detto che quella mattina avevamo attaccato diverse persone durante la preghiera cristiana e che erano state ferite e ricoverate in ospedale. Dopo averci attaccato la mattina del 19 gennaio, gli estremisti indù sono stati ricoverati in ospedale e hanno presentato un falso reclamo contro di noi».

Da vittime a carnefici in men che non si dica.

Difeso dall’avvocato Michael Rosario dell’Alliance Defending Freedom – India, il gruppo cristiano è stato oggetto di una lunga discussione che si è protratta fino alle 23. A quanto riferito dal legale, l’ispettore di polizia voleva trovare un cavillo nel fatto che la casa venisse utilizzata come luogo di culto.

«Ho ricordato agli ufficiali le varie sentenze emesse dall’Alta Corte, affermando che non ci dovrebbero essere obiezioni contro l’uso di un luogo di alloggio come luogo di culto privato. Gli estremisti indù non si sono arresi. Hanno insistito sul fatto che la polizia ha presentato denunce contro una donna cristiana nella comunità, precedentemente musulmana».

Dopo un serrato dibattito, la vicenda si è conclusa con un compromesso: nessuna delle due parti sarebbe stata accusata. Un’amarissima consolazione per la famiglia Bellamy, che già nel 2017 era stata vittima di un attacco: si tratta solo di una labile tregua in un abisso di violenza e paura.

Gina Lo Piparo

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Gina Lo Piparo

Laureata in Scienze dell'antichità, ama la natura, i viaggi, la poesia, l'arte, la scrittura e Dio, fonte di tutte queste cose. Missionaria, crede nei valori cristiani, che intende come uno stile di vita concreto, reale e rivoluzionario.

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