Esteri

Incendio alla cattedrale di Nantes, il filosofo Michel Onfray: “Un attacco al Cristianesimo”

L'intervista del filosofo e saggista Michel Onfray.

Il filosofo e saggista Michel Onfray è stato ospite sabato scorso del Tour de l’info, su LCI, dopo l’incendio nella cattedrale di Saint-Pierre e Saint-Paul a Nantes.

Il giornalista ha voluto che condividesse il suo “punto di vista su quanto è accaduto a Nantes”, più in particolare sul “patrimonio francese che, in una certa misura, è stato trascurato”.

Michel Onfray ha poi denunciato il fatto che si parla di atti anticristiani, solo quando una cattedrale brucia: «Ci devono sempre essere cose nei media, perché i media ci dicano che la realtà esiste. È piuttosto sconcertante. Vale a dire, all’improvviso, una cattedrale prende fuoco, e noi diciamo: “Beh, c’è un problema con una cassa d’organo che è scomparsa, non ci sarebbe un problema con il patrimonio? Sì, ma solo perché è stato trasmesso in televisione non significa che esista. Vi ricordo che in Francia ci sono circa 2 o 3 gesti anticristiani, al giorno, e che ne parliamo veramente solo quando una cattedrale brucia. Ci sono incendi che non sono visibili. I castelli stanno crollando, le chiese stanno crollando, i monumenti stanno crollando, e questi sono attacchi a basso rumore».

Interrogato sui fatti anticristiani e antireligiosi, Onfray vuole ri-orientare il dibattito: «Io dico anticristiano. Non si dovrebbe dire, assolutamente, antireligioso. Si tratta di chiese, di cappelle, si tratta di statue votive, si tratta di cattolicesimo, e non è religioso nel senso più ampio del termine, si tratta di cristianesimo, sia chiaro. Non si tratta tanto dell’Islam, per esempio. E a volte riguarda anche l’ebraismo».

Il giornalista poi è d’accordo e completa dicendo: «Hai ragione a dirlo, ci sono molti altri atti di natura anticristiana». Continua Onfray, che si definisce ateo in una civiltà cristiana: «Io difendo una civiltà, e la nostra civiltà è ovviamente giudaico-cristiana. C’è anche una distruzione delle radici cristiane della Francia, a basso rumore, da parte di coloro che credono che non si possa parlare delle radici cristiane della Francia, in una Costituzione. Questa è, comunque, la prova di ciò che la storia ci insegna, cioè che in tutti i villaggi francesi ci sono chiese, e di tanto in tanto ci sono templi, di tanto in tanto ci sono moschee, e ci sono anche sinagoghe. Ma nel complesso, sappiamo bene che questa è una terra cattolica. L’ateo che sono non andrà contro le prove storiche. È una terra cattolica, è anche allora una terra cristiana, con, ahimè, il giorno di san Bartolomeo, con le guerre di religione, e questo è ciò che ha costituito la Storia di Francia. Non possiamo prendere della Francia solo ciò che ci piace».

Fonte: Info Chrétienne

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