Bioetica

In Umbria niente più aborto farmacologico in day hospital

La decisione della presidente della Regione Umbria Donatella Tesei.

La Regione Umbria ha ripristinato l’obbligo di un ricovero ospedaliero di almeno tre giorni per le donne intenzionate a sottoporsi a un’interruzione volontaria di gravidanza. Di conseguenza, niente più aborto farmacologico in day hospital.

Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria, ha spiegato che «la scelta di aderire alla legge nazionale in merito all’interruzione di gravidanza volontaria non va nella direzione ideologica o conservatrice, ma è spinta da un intento di tutela della salute della donna. Non si vuole rendere più difficile e ad ostacoli la pratica in questione ma la si vuole invece rendere più sicura, nel rispetto e nella tutela dei diritti acquisiti e delle scelte personali, che non sono in discussione».

Simone Pillon, senatore della Lega, ha commentato così: «La giunta umbra ha agito con buonsenso, garantendo la piena tutela della salute delle donne. La decisione sull’Aborto farmacologico è pienamente conforme alle linee guida del ministero, che precisano come sia ‘fortemente sconsigliata la dimissione volontaria contro il parere dei medici prima del completamento di tutta la procedura, perché in tal caso l’Aborto potrebbe avvenire fuori dall’ospedale e comportare rischi’. Questi sono i fatti, tutto il resto è sterile polemica e ideologia».

LEGGI ANCHE: Pillola abortiva, nel Regno Unito c’è un uso diffuso e sbagliato.

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