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In Piemonte si potrà abortire solo in ospedale. La Meloni esulta: “Difendiamo la vita”

Il testo approvato prevede il divieto di aborto farmacologico nei consultori, come indicato invece nelle linee d'indirizzo ministeriali

Piccole vittorie in Piemonte in tema di aborto farmacologico. La circolare inviata ad Asl e Aso dalla Regione prevede infatti che si potrà abortire soltanto in ospedale. Il testo approvato prevede il divieto di aborto farmacologico nei consultori, come indicato invece nelle linee d’indirizzo ministeriali. Vieta inoltre la possibilità di attivare sportelli informativi negli ospedali piemontesi per “formazioni sociali di base e associazioni del volontariato che possono anche aiutare la maternità difficile dopo la nascita”.

Una notizia che l’assessore agli Affari legali di Fratelli d’Italia, Maurizio Marrone, commenta con gioia e soddisfazione. “Anche altre regioni abbiano coraggio, prendano esempio e rivendichino una competenza regionale su un tema come questo” ha detto dopo l’annuncio delle nuove linee guida da parte del ministro Speranza. Gli indirizzi contenuti nella circolare sono condivisi “unanimemente” dalla giunta regionale e dalla maggioranza di centrodestra.

Un riconoscimento importante dei consultori come “luoghi di assistenza e approfondimento e non di esecuzione dell’interruzione di gravidanza”, secondo Marrone, che definisce il day hospital – a cui all’inizio era contrario – “una scelta soddisfacente nella giusta ottica di tutela della salute della donna rispetto alle tifoserie“.

All’attacco della Regione vanno invece Pd e M5s. Per la vicepresidente del Senato Anna Rossomando (Pd) la circolare della Giunta Cirio “rappresenta un passo indietro sul fronte della maternità consapevole e della tutela della salute delle donne e crea una disparità rispetto alle altre regioni italiane e ci batteremo per la modifica di quest’atto”. La circolare non piace nemmeno alla consigliera regionale 5 Stelle Francesca Frediani. “Il blitz antiabortista della Regione – accusa – presenta evidenti profili di illegittimità. Valuteremo tutte le strade percorribili affinchè l’applicazione della legge italiana in materia di interruzione volontaria di gravidanza venga garantita anche in Piemonte, compreso il ricorso al Tar”.

In Piemonte divieto di aborto farmacologico nei consultori

Per Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia si tratta di “una scelta coraggiosa e di buon senso, che rispetta pienamente il dettato della legge 194. Sono felice che a portarla avanti, con determinazione e competenza, sia stata Fratelli d’Italia e che su questo tema il centrodestra abbia trovato una sintesi”.

“Bene il divieto di somministrazione della pillola RU486 nei consultori e l’attivazione di sportelli informativi negli ospedali per difendere la vita nascente e aiutare la maternità difficile – sottolinea -. Fratelli d’Italia continua a contestare le nuove linee guida ministeriali e a chiedere al ministro Speranza di ritirarle, perchè è un provvedimento che banalizza l’aborto in una pratica fai da te” ed espone le donne “a grandi rischi per la salute”

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