In Belgio la sinistra vuole depenalizzare l’aborto: la protesta dei vescovi

di VoceControCorrente

In una nota congiunta i vescovi cattolici del Belgio hanno criticato l’ulteriore liberalizzazione della legge sull’aborto nel Paese europeo.

Numerosi partiti di sinistra e liberali del parlamento belga hanno recentemente presentato delle proposte per allentare la legislazione esistente. Essi vorrebbero rimuovere definitivamente l’aborto dal codice penale, eliminando i requisiti per la consultazione obbligatoria e aumentando il limite da 12 settimane di gestazione a 18 o addirittura a 20 settimane.

Dal momento che l’attuale governo federale belga è in minoranza e l’influenza del partito democratico cristiano è limitata, i partiti di sinistra sperano di giungere al loro obiettivo.

I vescovi belgi, come si legge su Cruxnow, definiscono «incomprensibile come una questione così importante e delicata venga trattata così rapidamente e senza alcun dibattito».

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Secondo la dichiarazione firmata dal cardinale Jozef De Kesel e da tutti i vescovi del Belgio, le modifiche proposte alla legge significano non soltanto un cambiamento nella pratica dell’aborto ma anche un cambiamento nel significato stesso dell’interruzione della gravidanza.

Secondo i medici «l’aborto diventa un normale intervento medico».

I vescovi sono anche preoccupati per il diritto dei medici di porre domande o di rifiutare l’aborto. Secondo la dichiarazione dei vescovi, la libertà di coscienza è ulteriormente limitata dalle proposte della sinistra.

«Varie preoccupazioni sono state sollevate anche dalla stampa e dal mondo medico e accademico. E non da un particolare punto di vista ideologico. Perché questo è un problema che riguarda tutti noi e la società stessa. Ma è come se gli argomenti non contassero più», hanno aggiunto.

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