Dieci Comandamenti, la premessa spiegata: “Io sono il Signore Dio Tuo”

di Filippa Tagliarino

Sul Monte Sinai Mosè ha ricevuto una delle frasi più meditate e ponderate della storia. Pensatori e filosofi ne hanno ricercato l’emblematico significato, eppure, per chi crede, e ne ha ricevuto rivelazione, racchiude un modesto messaggio di grande Amore verso l’uomo.

Tale premessa, che collega ai comandamenti veri e propri, è di fondamentale importanza tanto da essere ritenuto il primo comandamento per il popolo ebraico.

«Io Sono l’Eterno, il tuo Dio, che ti ha fatto uscire dal Paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù». In Esodo, al capitolo 20, siamo testimoni di un incontro che sancisce la perfetta relazione tra Dio e Mosè, dopo un grido disperato accolto dall’Eterno.

La frase, di grande impatto significativo, richiama ad una presentazione che Dio vuole introdurre nella relazione che sta per intraprendere, in una sorta di riavvicinamento dopo la separazione causata dall’uomo stesso nel giardino dell’Eden. Difatti, il richiamare alla mente ciò che ha fatto per il popolo, liberandolo dalla schiavitù, dimostra la Sua benevolenza e il perdono verso il genere umano. Così da instaurare un nuovo rapporto di fiducia, mostrandosi nella sua identità di «Essere» e  «Principio del tutto».

Anche l’aggettivo di possesso «Tuo» risulta un dono, una concessione all’umanità, facendosi di chiunque ne invochi la presenza.

Così, l’Eterno si rivela all’uomo e ne accoglie l’afflizione, riconoscendo quella fragilità che necessita di una completa formazione che ne preserva dalle ingiustizie che il mondo offre. Perciò, data la corruttibilità in cui riversa l’uomo, Dio si fa carico di applicare delle leggi, non fraintendibili in decreti dispotici, ma in chiari segni di tutela, in una perfetta raccomandazione che solo un Padre bendisposto può esercitare.

Filippa Tagliarino

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