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Il Cristianesimo è sotto attacco: a Roma il 25 gennaio il ‘Christian Day’

Il 25 gennaio a Roma, alle ore 15, in Piazza Santi Apostoli, ChristianDay: il Cristianesimo è sotto attacco ed è un attacco mortale. La gente muore, la gente muore in maniera atroce e ricordiamoci che, come in ogni guerra, a ogni morto corrispondono due amputati, venti feriti, di cui almeno cinque gravi.

A questo aggiungiamo rapimenti e stupri, chiese distrutte, case distrutte, scuole distrutte, stature distrutte, libri distrutti. Nessuno ci ha raccontato le camere mortuarie dopo l’attentato a Ceylon, in Pakistan, Egitto, Kenya, Nigeria: conosciamo le immagini perché sono passate sui social.

In migliaia sono assassinati, un cristiano su otto subisce persecuzioni gravi. Le chiese bruciano in Egitto vuote, in Nigeria con i fedeli dentro. A Mosul i bambini sono stati crocefissi. In Corea del Nord essere cristiani è una colpa grave, anche in Cina essere cristiani non è una scherzo.

Tutto questo non sarebbe possibile senza l’indifferenza dei governi occidentali, dei governi cioè dei paesi teoricamente cristiani o anche solo democratici. I cristiani possono essere perseguitati perché fanno parte di un gruppo che non interviene, e le loro persecuzioni lasciano gelidi anche i semplici difensori di tutti i possibili tipi di diritti umani.

Il mondo occidentale sprofonda in una incredibile indifferenza davanti a crudeltà inenarrabili, e questo da parte di gente che si è commossa e indignata per la morte di un leone o di un gorilla. Tutto questo , è stata costruito in tre fasi.

Prima fase è l’indebolimento della forza del Cristianesimo data dal marxismo. La storiografia marxista è costituita da gente che è stata convinta che Lenin fosse una genio e Stalin fosse una brava persona. Si tratta di tizi assolutamente incapaci di vere conoscenze storiche, sostenuti però da fiumi di denaro che arrivavano dalla ormai defunta Unione Sovietica.

Quel fiume di denaro ha corrotto il 10 % degli intellettuali, dei docenti, dei giornalisti, dei registi. Il 10 % è sufficiente. Gli altri si adeguano per conformismo. Il meccanismo è descritto in maniera magistrale e definitiva nella fiaba di Andersen su I Vestiti nuovi dell’imperatore, vestiti inesistenti che due truffatori raccontano essere fatti di un tessuto magico che solo gli intelligenti possono vedere.

Nel terrore di essere identificati come stupidi, tutti fingono di vedere gli abiti fatti di nulla. Il marxismo è violentemente anticristiano e la storiografia marxista ha dato della religione e della civiltà cristiana un’idea mostruosa e distorta, ampliandone a dismisura le colpe, ovviamente presenti perché l’uomo è quello che è, e cancellando o banalizzando gli enormi risultati e progressi, mentre faceva l’operazione inversa con tutte le civiltà non cristiane, di cui pochissimi conoscono la ferocia.

La seconda fase è il vittimismo anticristiano, una lunga serie di narrazioni, cartacee o cinematografiche, dove l’anticristiano è visto come un eroico e simpatico rivoluzionario: che poi abbia fatto un quantitativo di morti misurabile in metri cubi e non più in unità dato il numero è un particolare irrilevante su cui nessuno spreca energie. Tutto questo mentre scompaiono dalla storia le vittime cristiane, non solo i martiri dell’epoca romana, scomparsi anche loro, ne Il gladiatore di R. Scott non se ne fa cenno, ma quelli più dannatamente moderni, tutti i cristiani rapiti nulle nostre coste, in Albania, sui Balcani, gli abitanti di Costantinopoli, dell’attuale Turchia, i sei milioni di ucraini uccisi da Stalin, tutti i sacerdoti e tutti i credenti sterminati nei gulag, nei lager e nei campi di concentramento cinesi, tutti gli assassinati nelle disperate lande del comunismo reale, mentre il comunismo dal volto umano abita lande belle e irreali insieme all’unicorno. A tutto questo si è aggiunta negli ultimi venti anni una micidiale persecuzione islamica.

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La terza fase è il vittimismo omosessuale: san Paolo non lascia vie di fuga, Cristo si dichiara figlio di un Padre che è il Dio degli eserciti e Colui che ha distrutto Sodoma.

Tutto questo giustifica qualsiasi ingiuria al Cristianesimo. Anzi: chi offende Cristo e la Madonna si ammanta di essere una specie di giustiziere che ripara un torto e viene riempito di simpatia. Le offese a Cristo e a Sua Madre sono indescrivibili, per nominarne solo qualcuna: la Crocifissione sodomitica del Cassero di Bologna, Il cristo immerso nell’orina dell’’opera d’arte’ Crist Piss, L’immacolata contraccezione, la Madonna Drag Queen, e adesso gli ultimi due scempi: l’insopportabile Cristo gay, tutto mossettine e leziosaggini, che è un insulto anche alle persone a comportamento omoerotico perché riproduce i più ridicoli stereotipi. Il manifesto “Ecce homo erectus”.rappresenta Gesù con un evidente erezione davanti a un bambino inginocchiato davanti a lui è stato affisso all’esterno del Macro di Roma, Museo di arte contemporanea della Capitale. Cristo e la Madonna vengono sbeffeggiati a ogni Pride e i Pride sono finanziati con denaro Pubblico. In alcuni casi, come per il Pride di Perugia di due anni fa, l’irrisione è nel manifesto ufficiale.

La Magistratura del mondo occidentale interpellata spiega che si tratta di arte e che l’arte è al di sopra di tutto. La stessa magistratura punisce in maniera severa l’islamofobia, o una qualsiasi affermazione che possa essere interpretata come omotransfobia. L’Unione Sovietica è defunta, ma il post marxismo è vivo e vegeto. Non ha conquistato il mondo, ma, almeno distruggerà prima di morire il suo nemico storico, il cristianesimo, e lo distruggerà mediante una strana alleanza: intellettuali, “artisti” e magistrati occidentali da un lato e carnefici del mondo del comunismo reale e dell’islam estremo dall’altro.

Culto e cultura hanno la stessa origine. Se si uccide il culto si uccide una civiltà

Il 25 gennaio a Roma, alle ore 15, in Piazza Santi Apostoli, quindi si svolgerà il Christian day: è una manifestazione non politica che chiede giustizia e decenza. Uno stato che permette che un cittadino debba vedere la sua religione offesa e derisa, spesso anche con denaro pubblico è uno stato che ha perso ogni decenza. Magistrati che permettono che i cittadini vedano la loro religione , quello che più amano al mondo, infangata, sono magistrati degni della defunta Unione Sovietica che hanno dimenticato quello che doveva essere il loro ruolo. Intellettuali e artisti che deridono quello per cui in Pakistan, Nigeria, Corea del Nord si affrontano sofferenze indicibili e la morte sono individui che deridono il dolore umano, quello atroce subito da Cristo, quello di Sua Madre che lo ha visto morire, quello di tutti coloro che hanno sofferto per loro.
Chiunque derida la tortura e i torturati, la morte e gli ammazzati, commette un gesto ignobile.

Marceremo tutti insieme come tutti insieme abbiamo marciato nelle marce per la vita o nei family Day, ci saranno persone di estrazione religiosa diversa. Questa marcia è stata organizzata dai Cristiani Evangelici, già se ne preannunciano altre organizzate da cattolici e in tutte le manifestazioni noi saremo sempre tutti insieme. Alcuni marceranno, altri scriveranno, altri ancora organizzeranno conferenze, altri aggiorneranno i social. Da questo momento comincia una difesa totale, pubblica, continua da chiunque ingiuri la religione cristiana e quindi la civiltà cui apparteniamo. Per coloro che sono cristiani, ricordo che per noi è obbligatoria l’imitazione di Cristo. Quando la sacralità di Dio è offesa, Cristo rovesciò i tavoli e prese la gente a scudisciate. Il momento è venuto di rovesciare il tavolo del conformismo anticristiano e di tirare fuori gli scudisci dell’indignazione.

Chi sono gli artisti che irridono Cristo? Chi può provare piacere a sporcare la sua figura? Persone con ferite profonde, ma non irrimediabili, del loro ego. Permettere lo scempio peggiora e aggrava tutto questo. La legge proibisce lo scempio. Uno stato decente applica la legge. O smette di essere una stato decente.

Silvana De Mari

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